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giovedì 12 dicembre 2019 | ore 06:35

Le nostre scuole 'multietniche'

Integrazione e piani di inserimento: cresce il numero di ragazzi stranieri nelle scuole primarie del territorio.
Territorio - Scuole multietniche nei nostri paesi

Aamir, Abdul, Esperanza, Cheng,... ogni giorno, la mattina presto, cartella in spalla e raggiungono la scuola per studiare con i loro amici italiani. Sono sempre di più gli stranieri che frequentano le scuole primarie del nostro territorio e, come si evince dai dati che abbiamo raccolto, in molti casi si arriva fino al 30%. Molti di loro sono figli di seconda e terza generazione di immigrati, quindi nati in famiglie residenti in Italia da ormai diversi anni, la maggior parte ben integrata. Ma non sempre l’inserimento è semplice. Anzi. “Il problema principale è la lingua - ci spiegano - in molte circostanze i ragazzi che arrivano conoscono bene l’inglese ma ci è difficile riuscire a farli interagire. Per esempio, con i pakistani vi sono spesso molte difficoltà perchè la loro lingua, l’urdu, non viene studiata da molti mediatori culturali”. Ma quando un ragazzo straniero fa richiesta di inserimento nelle nostre scuole, qual è la procedura che viene attivata? “Vi è una commissione interculturale che valuta il caso - ci spiegano da Inveruno - vi sono dei docenti che hanno questa referenza che cercano di comprendere il livello di studio e conoscenza della lingua del ragazzo/a per capire dove poterlo inserire. Spesso vi è poi una proficua collaborazione con le associazioni del territorio, il Comune e le parrocchie; Inchieste - Scuole multietnichema forse servirebbe ancor più collaborazione, magari con corsi serali integrativi per velocizzare l’apprendimento dell’italiano”. Tante idee, molto volontariato e grande capacità di sopperire anche ai limiti legislativi ed economici. In molti casi è la disponibilità delle persone che riesce a far molto: “Da noi a Busto Garolfo - ci spiega la preside Francone - abbiamo integrato il piano di inserimento didattico con la collaborazione, totalmente libera e gratuita, di alcuni nostri ex docenti ora in pensione. La loro collaborazione è per noi molto importante sia per la loro disponibilità sia per agevolare ulteriormente il processo di apprendimento dei bambini stranieri, soprattutto quelli appena arrivati che non conoscono minimamente la lingua. La scuola, comunque, nel pieno rispetto della costituzione, è soprattutto accoglienza e integrazione”. In nessun istituto sono stati segnalati, fortunatamente, episodi di razzismo o diffidenza, a prova di come, spesso, i bambini siano molto più bravi degli adulti nell’accettarsi a vicenda, divenendo subito amici.

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