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domenica 22 settembre 2019 | ore 03:56

La firma al 'Patto per l'accoglienza'

Arrivo di profughi: diciannove Comuni hanno accettato di firmare il protocollo, tre invece si sono detti contrari. Adesso il 18 agosto ci sarà un incontro con il Prefetto.
Territorio - Accoglienza profughi (Foto internet)

Diciannove ‘sì’ e tre ‘no’. Alla fine tutti o quasi appunto i Comuni del territorio (eccezion fatta per Turbigo, Parabiago e Nerviano; per intenderci il Castanese e il Legnanese. Più in generale l’Alto Milanese) hanno, infatti, accettato di firmare il protocollo per il cosiddetto ‘Patto per l’accoglienza dei profughi’. La maggioranza delle nostre città e dei nostri paesi, insomma, si è detta favorevole a questo tassello, in ottica di una collaborazione e condivisione che siano sempre più significative tra le varie realtà e istituzioni coinvolte e per una distribuzione e dislocazione omogenea nell’area in questione. Ma che cos’è nello specifico questo protocollo? Cosa comporterà per i Comuni? E quanti arrivi sono previsti? E quando? “Innanzitutto mi preme precisare che dopo l’assemblea dell’altro giorno del Patto dei Sindaci – spiega il primo cittadino di Inveruno, Sara Bettinelli, presidente proprio della Conferenza dei Sindaci dell’Alto Milanese – adesso il 18 agosto avremo un incontro con il Prefetto per apporre il sigillo sul protocollo firmato dai Comuni e per un ulteriore momento di confronto diretto con tutti. Quindi, entrando nel merito, tale iniziativa dà la possibilità alle realtà comunali di avere una serie di garanzie precise e concrete che lo stesso Prefetto ci fornisce in merito appunto all’arrivo di profughi sul nostro territorio. Per prima cosa, ad esempio, sapremo quanti ne verranno assegnati e dove alloggeranno (in totale ne sono previsti 300 e proprio grazie a questo protocollo non potranno assolutamente essere di più; da precisare che non arriveranno in una sola volta, ma saranno trasferimenti progressivamente in base alle disponibilità comunali, di privati e di enti religiosi che si avranno passo dopo passo. E anche la durata di tale iniziativa sarà di 2 anni)”. Ancora, ecco le altre garanzie che riguarderanno la sicurezza, con un aumento delle Forze dell’ordine per un monitoraggio e una verifica ancor più costante e mirata dell’intera zona. Infine, come detto, ogni struttura adibita allo scopo verrà supervisionata in maniera dettagliata dalla Cooperativa Intrecci e dalla Fondazione Padri Somaschi (enti incaricati della gestione) prima di essere messa a disposizione (alcuni appartamenti sono già stati messi a disposizione da privati cittadini e le spese di affitto verranno coperte dalle Parrocchie di competenza). “I singoli passaggi saranno vagliati e tenuti sotto osservazione in modo meticoloso – conclude Bettinelli – proprio per evitare problematiche, disagi, difficoltà e che non vengano rispettate le linee stabilite”.

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