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È il giorno della Milano-Torino 2026. La corsa più antica del mondo celebra i suoi 150 anni e lo fa nel modo che negli ultimi anni ha fatto innamorare tifosi e appassionati: con l’arrivo in cima a Superga. Un finale spettacolare, capace di esaltare gli scalatori e regalare emozioni fino all’ultimo metro.
Si parte da Rho per un viaggio di 174 chilometri che attraversa l’alta pianura padana, tra paesaggi di risaie e lunghi tratti veloci. Magenta, Novara, Vercelli: territori familiari per tanti lettori e che oggi diventano protagonisti di una delle grandi classiche del ciclismo internazionale.
Il percorso, nella sua prima metà, si presenta scorrevole e pianeggiante, ideale per le fughe e per un ritmo sostenuto. Ma è nella seconda parte che la corsa cambia volto. Dopo San Mauro Torinese, si costeggia il Po lungo Corso Casale e si entra nel cuore della sfida: la salita verso la Basilica di Superga.
Non una, ma due volte. La prima ascesa prepara il terreno, la seconda decide tutto. Con i suoi 4,9 chilometri al 9,1% di pendenza media, Superga è una giudice severa: qui si fa la selezione vera, qui emergono i campioni.
Tra i favoriti spicca una coppia che promette spettacolo: Primož Roglič e Giulio Pellizzari per la Red Bull-Bora-hansgrohe. A contendergli la vittoria ci saranno nomi di grande qualità come Tom Pidcock, al debutto nella corsa, Tobias Halland Johannessen e Jan Christen, sempre più convincente nelle prove di un giorno.
La partenza è fissata alle 11.40, con arrivo previsto intorno alle 15.58. La diretta televisiva inizierà alle 14.20 su Rai Sport, oltre alla copertura su Eurosport e piattaforme digitali.
Una giornata di sport, storia e passione. Perché la Milano-Torino non è solo una gara: è un viaggio lungo 150 anni che continua a scrivere nuove pagine, oggi più che mai, sulla strada che porta a Superga.
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