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martedì 27 febbraio 2024 | ore 23:53

Il comandante Capizzi va in pensione

Tempo di pensione per il luogotenente: “Grazie a tutto il territorio”. Nella sua intervista il ricordo di questi 29 anni di servizio per la sicurezza dei cittadini.
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Per tutti coloro che, in questi 29 anni, hanno dovuto ricorrere all’ausilio dei Carabinieri nella zona di Cuggiono, Robecchetto con Induno, Buscate ed Inveruno il nome di Giuseppe Capizzi è quasi sinonimo di legalità. “Fin da quando ero bambino, sessant’anni fa, sognavo di fare il carabiniere - ci racconta - Mia madre mi ha sempre ricordato che già da piccolo giocavo in questo ‘ruolo’. La mia carriera lavorativa è poi iniziata ad Agrigento, in Sicilia, per poi trasferirmi come vice comandante a Cerro Maggiore. Infine, dal 21 settembre 1994, ecco la nomina a luogotenente cariche speciali del comando di Cuggiono. Ai miei tempi tutti iniziavamo con il servizio militare, per tanti diventava poi un vero e proprio modo per inserirsi e iniziare questa attività al servizio del Paese”. Con i suoi 60 anni al servizio nell’Arma giunge alla meritata pensione, per cedere il posto al luogotenente Fabio De Angelis. In questa nostra intervista c’è spazio per i ricordi, le emozioni, una vita ‘trapiantata’ qui al Nord scoprendo persone e istituzioni. “Bellissima e impegnativa - così ci riassume questa sua esperienza - Gli anni sono davvero volati e non ho mai avuto dubbi per la scelta fatta. Sono arrivato con mia moglie e un figlio (i carabinieri abitano nella caserma dove risiedono), per poi averne un secondo qui. La mia famiglia è davvero cresciuta e si è ambientata benissimo in questo territorio, tanto che qui rimarremo anche ora. Per servizio avevo competenza su Cuggiono, Inveruno, Buscate e Robecchetto con Induno, ho sempre collaborato benissimo con i sindaci, le associazioni, le istituzioni ed i colleghi. La forestale di Magenta, le Polizie locali, ecc”. Un lavoro, il suo, come dei 13 uomini del suo comando, e più in generale delle forze dell’ordine, che è fondamentale per la sicurezza di tutti a noi. “Nel corso degli anni le priorità e le attenzioni sono sicuramente cambiate - ci spiega - I reati più gravi sono per fortuna drasticamente in calo: omicidi non ve ne sono mai stati particolarmente, ma se fino a 5/6 anni fa eravamo impegnati anche per 3/4 furti per notte, ora non vi sono quasi più. Stesso discorso per le rapine nelle attività. Ora i furti ci sono, ma per lo più quando attenzionano che i proprietari non vi siano”. Quale è stato l’episodio che l’ha più colpita? “Sicuramente la rapina sventata alla Banca Intesa di Buscate, in cui ci fu una sparatoria, ma espiodi cosi, fortunatamente, qui sono per lo più un’eccezione”. Quali saranno invece le nuove sfide per l’Arma? “Ogni giorni ci sono novità - ci spiega - sicuramente la digitalizzazione sta già cambiando molte cose anche in termini di denunce, anche se qui la maggior parte di anziani e famiglie viene ancora di persona; poi son aumentate purtroppo le truffe e i raggiri, anche se il lavoro svolto con gli incontri pubblici presso associazioni e Comuni ha permesso di avere una conoscenza più diffusa del problema e ha consentito alla popolazione di riconoscere molte situazioni. Tra le cose più significative ci tengo però a sottolineare l’utilizzo del ‘codice rosso’ per la denuncia di violenza domestica: sempre più donne trovano il coraggio di chiamarci per segnalare abusi e atteggiamenti aggressivi. Questo è il segno di fiducia e di un cambio di mentalità importante”. Ora è il tempo della pensione: “Lascio a De Angelis e a carabinieri davvero bravi e competenti - commenta - non posso non approfittare per ringraziare tutti coloro con cui ho avuto modo di operare in questi anni, questo è davvero un bellissimo territorio”.

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