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Magenta saluta Gigi Cereda, con quel rispetto silenzioso che si riserva alle persone che non hanno mai alzato la voce, ma l’hanno fatta sentire lo stesso.
Se n’è andato a 83 anni, dopo una lunga malattia, lasciando un vuoto che non fa rumore ma pesa. Perché Gigi era così: presente, costante, mai invadente. Un cronista d’altri tempi, di quelli che arrivavano agli eventi in punta di piedi, con il sorriso buono e l’immancabile registratore in mano. Non per diffidenza, ma per cura. Per rispetto delle parole degli altri e del racconto che ne sarebbe nato.
Il giornalismo, per lui, era arrivato “nella seconda vita”, dopo gli anni di lavoro alla Saffa. Una passione diventata quasi una missione, vissuta con la serietà di chi sa che raccontare un territorio significa custodirne la memoria. Amava ripetere, con una battuta, che “lavorava più adesso che prima”. E non era solo una battuta.
Gigi era meticoloso, attento, curioso. Ascoltava molto e parlava poco. Alle conferenze non cercava il colpo a effetto, ma il dettaglio giusto, il passaggio umano. Il suo modo di fare – garbato, elegante – si rifletteva anche nei suoi articoli: mai urlati, mai sopra le righe, spesso pieni di quelle “good news” che oggi sembrano fuori moda, ma che tengono insieme una comunità.
Il suo legame con Marcallo con Casone è stato profondo, viscerale. Di quel paese ci ha raccontato praticamente tutto, diventandone negli anni una presenza familiare, quasi un cittadino onorario. La Gazzetta di Marcallo con Casone era una sua creatura, costruita per passione più che per dovere. Lo faceva perché ci credeva, perché gli piaceva davvero esserci.
Amava lo sport, tifava Inter, giocava a tennis. Amava stare tra la gente, “da vecchio cronista di campagna”, come qualcuno lo ha definito con affetto. Una razza rara, oggi quasi scomparsa.
Di Gigi resteranno le cronache, certo. Ma soprattutto resterà il suo modo di esserci: discreto, gentile, sempre con un sorriso pronto e il registratore acceso. Senza clamore, senza protagonismi. Proprio come ha vissuto.
I funerali si terranno giovedì mattina in Basilica
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