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Non sempre le grandi avventure nascono da una decisione studiata a tavolino. A volte partono da una coincidenza, da un gesto semplice, quasi familiare. È così che Luca Fusetti, volto noto della vita politica e sociale di Castano Primo, si è ritrovato a far parte della macchina dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, selezionato come driver volontario per il trasporto delle delegazioni internazionali. “È nato tutto da mio figlio – racconta – voleva iscriversi come volontario, ma non aveva ancora l’età. A quel punto ho fatto io la richiesta, anche perché già opero come volontario in eventi sportivi in alta montagna”. Da lì è partito un percorso lungo e impegnativo: selezioni, colloqui, formazione, visite mediche e infine l’accredito ufficiale e la divisa che lo accompagnerà in questa nuova esperienza. Un ruolo che può sembrare “dietro le quinte”, ma che per Fusetti è tutt’altro che marginale. “Il valore dei volontari è immenso. Senza di loro eventi di questo livello non potrebbero esistere. E poi c’è il legame umano che si crea, l’armonia, la gratitudine degli atleti e degli addetti ai lavori: è qualcosa che commuove”. Non solo guidare, dunque, ma accogliere, dialogare, far sentire a casa chi arriva da ogni parte del mondo. Essere driver, spiega, significa anche essere uno dei primi volti dell’Italia che gli ospiti incontrano. “Accoglienza, professionalità ed efficienza: sono questi i nostri biglietti da visita. Non siamo solo autisti, ma parte dell’esperienza olimpica”. Un’esperienza che si intreccia profondamente con i valori che da sempre animano il suo impegno civile. “Il confronto, la curiosità, la voglia di migliorarsi: sono le cose che mi guidano”. E che trova piena espressione in un contesto dove le culture si incontrano ogni giorno: “Al test event di dicembre ho lavorato con un tutor brasiliano, un responsabile cileno, arbitri polacchi, lituani, estoni. È straordinario”. In un tempo segnato da guerre e chiusure, lo spirito olimpico assume per lui un valore ancora più forte. “La tregua olimpica forse non esiste più, ma vivere momenti di fratellanza e rispetto tra i popoli può ancora riscaldare l’anima. È una forma di resistenza”. Quanto all’orgoglio di rappresentare Castano Primo, Fusetti mantiene il suo stile sobrio: “Spero di non essere il solo. Siamo quasi 20 mila volontari, il 10% dall’estero. Più che una città, rappresentiamo un Paese e un’idea di mondo aperto”. Un messaggio che guarda anche ai più giovani, a partire da suo figlio: “Confronto, fratellanza, accoglienza e rispetto delle diversità. Le Olimpiadi mostrano quanto tutto questo sia concreto, reale”. (di Vittorio Gualdoni)
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