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venerdì 14 agosto 2020 | ore 22:01

"Atto indegno della nostra civiltà"

Venti associazioni e gruppi: sono i primi firmatari dell'appello contro la decisione del sindaco di Turbigo di aumentare la tassa rifiuti a chi ospita in casa richiedenti asilo.
Attualità - Richiedenti asilo (Foto internet)

Venti associazioni e gruppi differenti. Sono solo i primi firmatari, perché le adesioni vanno avanti e quasi di sicuro altre realtà si aggiungeranno. Un messaggio unitario, un coro unanime contro la decisione del sindaco di Turbigo, Christian Garavaglia, e dell’attuale Amministrazione comunale (approvata in Consiglio comunale) di aumentare la tassa rifiuti a chi ospita richiedenti asilo (su regolare incarico della Prefettura) nella propria abitazione, equiparando tale situazione a quella di una ‘mensa’. “Certamente chi ospita qualcuno in casa (e dovrebbe valere per chiunque) – si legge nell’appello – produce più rifiuti ed è giusto che paghi di più. Ma solo un poco di più, in base al numero di persone e non certo, come risulta abbia detto il primo cittadino turbighese, “molto, molto di più, nell’ordine di dieci volte di più”. Il sindaco giustifica la scelta fatta come una modalità per disincentivare l’applicazione del protocollo della Prefettura perché a Turbigo non vuole che arrivino profughi. Reagiamo con decisione ad una simile sfrontatezza: usare una tassa comunale a fini politici e propagandistici è inaccettabile e gravissimo, significa utilizzare il bene comune per fini ideologici razzisti”. Ancora, nel testo si prosegue ponendo l’attenzione sull’accoglienza. “Invece di favorirla, di fare qualcosa per chi è in stato di bisogno (cosa che in nono pochi casi ha costituito un’occasione positiva per tutta la comunità), si volta la faccia dall’altra parte e si costringono la Prefettura e i Comuni vicini a sobbarcarsi un peso ulteriore. Del resto, fa comodo dare la colpa dei problemi dei propri cittadini agli stranieri e illudere i propri compaesani che, senza qualche richiedente asilo in più a Turbigo, le cose andrebbero meglio… Rifiutare la presenza di stranieri e dire “prima gli italiani” è assurdo e sbagliato: noi non siamo d’accordo perché guardiamo ad ogni uomo prima come persona e come cittadino, al di là della nazionalità. Per altro, la presenza di centri di accoglienza della Prefettura non comporta costi al Comune e porta un indotto economico positivo per gli italiani, da chi lavora per professione nell’accoglienza al panettiere di paese. Le idee politiche che sottostanno a questa delibera costituiscono una deriva assai pericolosa, che assomiglia a quella dei tempi in cui per avere diritti bisognava avere la tessera del partito. Rifiutiamo, quindi, un simile atto, che riteniamo indegno della nostra civiltà, e ci appelliamo al buon senso dei turbighesi e alle istituzioni, a cominciare dalla Prefettura, perché rigettino con forza una simile logica discriminatoria”.

Le associazioni e i gruppi firmatari

- Pastorale Migranti Zona IV Diocesi di Milano
- Comitato intercomunale per la Pace
- Convochiamoci per la Pace
- Coordinamento Est Ticino 'Ero straniero - L'umanità che fa bene'
- Le Rose di Gertrude, Magenta
- Sinistra Italiana Ovest Milano
- Anpi Turbigo
- Legambiente Ticino Turbigo
- Circolo Acli zona Magenta - Abbiategrasso
- Insieme Verdi PSI
- Cambiamo Ossona/Verdi
- Ecoistituo della Valle del Ticino
- Officina del territorio, Abbiategrasso
- Energie per Abbiategrasso
- Associazione culturale 'L'Albero del Riccio', Santo Stefano Ticino
- Gruppo consiliare 'Vado a Sinistra', Santo Stefano Ticino
- Circolo PD Santo Stefano Ticino
- Circolo Arcipelago Abbiategrasso
- Scuola Senza Frontiere, Corbetta
- Coordinamento Anpi sezioni del Magentino (con Cornaredo e Settimo)

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