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mercoledì 19 gennaio 2022 | ore 18:49

Sei anni a fianco del 'Senatur'

L’allora Lega Nord, gli anni a fianco di Umberto Bossi e, poi, la politica locale che l’ha visto tra gli indiscussi protagonisti. Tanti i ricordi per Modesto Verderio.
Territorio - Modesto Verderio

L’allora Lega Nord, gli anni a fianco di Umberto Bossi e, poi, la politica locale e della provincia di Varese che l’ha visto, certamente, tra gli indiscussi protagonisti. I ricordi, alla fine, sono tanti, tantissimi, così anche le immagini che, una dopo l’altra, si susseguono e fanno capolino in testa. Aneddoti, episodi e istanti, insomma, “chi più ne ha, più metta...” (volendo riprendere quel vecchio modo di dire), e, in fondo, diversamente, non potrebbe essere, perché Modesto Verderio, nel territorio (e non solo), ha scritto davvero pagine e pagine di storia del Carroccio. “Tutto è cominciato attorno alla fine degli anni ‘80 - racconta - Territorio - Modesto Verderio con Umberto Bossi.1 Ero a Gallarate, quando mi sono imbattutto nel celeberrimo manifesto della Lega Lombarda, ‘Lumbard Tàs’, e, subito, allora, spinto dalla curiosità e dalla voglia di saperne di più, ecco che ho deciso di andare nella sede di Varese, per avere maggiori informazioni”. E qui, appunto, c’è stato il primo incontro con Bossi. “Siamo stati alcuni minuti a parlare - continua - Quindi ho fatto la tessera, dando, contemporaneamente, la mia disponibilità a portare avanti l’attività con una segreteria/sede a Lonate Pozzolo, nello specifico alla trattoria e bar di mia mamma (‘Da Lucia’)”. L’inizio, dunque, di quel percorso che l’ha portato a rapportarsi, in maniera sempre più diretta, con il ‘Senatur’ e a vivere in prima persona le vicende politiche della zona e, in fondo, dell’Italia intera. “Ricordo ancora la prima volta a casa di Umberto, a Varese - spiega - Mi aveva chiamato la moglie, chiedendomi se potevo accompagnarlo in auto a Bergamo, dove aveva in programma un incontro, e da lì, allora, è partita la storia al suo fianco (autista e pure guardia del corpo), che è proseguita per sei anni”. Comizi, campagne elettorali, incontri, Territorio - Modesto Verderio con Umberto Bossi manifestazioni e appuntamenti vari, alla fine, dove c’era Bossi, c’era sempre o quasi pure Verderio. “I momenti sono stati molti - afferma - Tutti che mi hanno regalato grandi emozioni e mi hanno lasciato qualcosa. C’erano, ad esempio, le riunioni nelle segreterie provinciali oppure le feste della Lega con i militanti, fino alle settimane più delicate, ossia quelle che precedevano le elezioni (si girava ovunque, senza un attimo di sosta), ed ai viaggi a Roma e Strasburgo. Giornate certamente intense, proprio come era nel carattere e nello stile di Umberto. Il Bossi che si vedeva in pubbico, infatti, era anche il Bossi in privato. Grinta e idee precise, tra le quali l’autonomia e il federalismo, obiettivi che, poi, per una serie di motivi, sono andati a finire come tutti, purtroppo, sappiamo”. Senza dimenticare, inoltre, gli attimi in macchina, durante i trasferimenti da un posto all’altro. “Si parlava di qualsiasi cosa - ribadisce - Alcune volte le attenzioni erano concentrate sul dialetto (un suo punto fisso), piuttosto che sulla famiglia, sull’economia, ecc... o, al termine di un incontro, ci si confrontava su come fosse andato. Ovvio quando fai molte ore in auto, è normale spaziare su più argomenti”. Questo, dunque, il passato, per quanto riguarda, invece, il presente. “Alcuni mi chiedono se l’Umberto di allora potrebbe stare nella politica di oggi - conclude - Nella massima sincerità, penso di no, perché le sue proposte molto probabilmente non troverebbero spazio nelle realtà di oggi. La Lega di Umberto è nata sul territorio e per il territorio, mentre adesso guarda a livello più generale, spesso mettendo da parte, purtroppo, proprio quel senso di appartenenza e vicinanza all’area dove si è formata ed è cresciuta. Al di là dei numeri e delle percentuali, che vanno e vengono, è chiaro come allo stato attuale alcuni capisaldi leghisti (che avevano contraddistinto, appunto, il ‘Senatur’) non esistano più”.

POLITICA E RICORDI: 6 ANNI A FIANCO DEL 'SENATUR'

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