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sabato 24 febbraio 2024 | ore 00:15

Articoli di Studio Legale Guffanti

Occorre sempre valutare il singolo caso per verificare, in concreto, se l’uso privato possa togliere reali possibilità di uso del tetto comune agli altri condomini e se la funzione di copertura e protezione dei locali sottostanti non sia compromessa.
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Di recente la Suprema Corte ha ritenuto che il Condomino, proprietario del piano sottostante al tetto comune dell’edificio, può trasformarlo in terrazza di proprio uso esclusivo, sempre che un tale intervento dia luogo a modifiche non significative della consistenza del bene in rapporto alla sua estensione e sia attuato con tecniche costruttive tali da non affievolire la funzione di copertura e protezione delle sottostanti strutture svolta dal tetto preesistente, quali la coibentazione termica e la protezione del piano di calpestio mediante idonei materiali.  continua... »

Secondo la Corte di Cassazione: “l’esclusione dell’occasionalità del comportamento confortava, come ritenuto dai giudici di merito, la valutazione in ordine alla piena consapevolezza della condotta”.
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In tema di “truffa contrattuale”, il silenzio, astutamente tenuto dall’agente immobiliare, può integrare l’elemento del raggiro idoneo ad influire sulla volontà negoziale dell’acquirente: ecco quanto sancito dalla Corte di Cassazione in tema di truffe nelle compravendite immobiliari. Nella fattispecie posta all’attenzione della Suprema Corte, un agente immobiliare non aveva comunicato all’acquirente di un immobile il difetto di abitabilità del medesimo.  continua... »

La Prefettura è condannata a pagare le spese di lite.
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Con sentenza n. 2407/2020, pubblicata in data 27/11/2020, il Tribunale Ordinario di Latina, Sezione II Civile è stato fautore di un’importante svolta per l’automobilista, che si trovi a dover fare i conti con i cosiddetti autovelox, o rilevatori di velocità.
In questo caso, l’appellante lamentava il fatto che gli era stata irrogata una multa per eccesso di velocità, in quanto il rilevatore risultava privo di omologazione e di controllo periodico di funzionalità.  continua... »

La Suprema Corte ha condiviso con i giudici di merito l’utilizzo di parametri quali le relazioni annuali Istat sulla povertà e i contratti collettivi relativi a settori analoghi o affini dai quali è emersa, nel caso analizzato, l’evidente violazione del precetto costituzionale dell’art. 36 Cost.
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Come ben si sa, l’art. 36, comma 1, Cost. prevede il diritto del lavoratore ad una retribuzione che sia “proporzionata” alla quantità ed alla qualità dell’attività prestata e “sufficiente” ad assicurare a sé ed alla propria famiglia un’esistenza libera e dignitosa.
In virtù di tali criteri si può determinare la misura della retribuzione minima.  continua... »

La Suprema Corte ha riconosciuto in Italia il doppio cognome al bimbo con due mamme recependo i dettami di una sentenza spagnola. Non si può discriminare il bambino se l’adulto ricorre ad una tecnica di procreazione vietata nel nostro Paese.
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Di recente la Suprema Corte ha riconosciuto in Italia il doppio cognome al bimbo con due mamme recependo i dettami di una sentenza spagnola.
Nel caso di specie la coppia di donne italiane si era sposata in Spagna e lì una delle due aveva scelto la procreazione medicalmente assistita per dare alla luce il figlio, nato in Italia.
La sentenza spagnola aveva riconosciuto la piena adozione all’altra signora, genitore intenzionale.  continua... »