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domenica 11 aprile 2021 | ore 00:40

La Cina, l'Italia e l'anno del Covid

Francesco Wu, presidente onorario di Uniic, consigliere di Confcommercio e imprenditore, da 12 anni a Legnano. Lo abbiamo incontrato, per parlare con lui della situazione Coronavirus oggi in Cina, del 2020 da cinese in Italia (con la pandemia, appunto) e del futuro.
Legnano - Francesco Wu

La prima domanda, inevitabilmente, non può che essere per la situazione che c'è oggi là. Perché, sì certo, ormai il suo presente ed il suo futuro (in fondo, però, anche una buona parte importante del suo passato) sono in Italia, ma la Cina, alla fine, era, è e resterà sempre la sua casa. Sono stati, insomma, i primi a confrontarsi con la lunga e difficile emergenza Covid-19 e, adesso, allora qual'è il quadro generale in quella terra e in quei luoghi. "Certamente - racconta Francesco Wu, presidente onorario di Uniic (Unione Imprenditori Italia-Cina), consigliere di Confcommercio Milano Lodi Monza e Brianza, tra i referenti della comunità cinese nel nostro Paese e imprenditore (titolare, assieme al fratello, del ristorante 'Al Borgo Antico' di Legnano) la Cina ha risposto subito con una serie di provvedimenti forti e decisi che, per un periodo, hanno permesso di tenere i contagi sotto controllo e quasi tendenti allo zero. Poi, però, essendo il virus talmente subdolo e imprevedibile, anche da noi le positività hanno cominciato di nuovo a risalire, portandoci, purtroppo, ad una terza ondata". Una realtà, dunque, complessa e che va attenzionata in maniera costante. "Tutto il mondo ne è coinvolto e come si può ben capire per uscirne è fondamentale non abbassare mai la guardia - continua - Quando la pandemia è arrivata in Italia, ad esempio, io sono sempre stato tra coloro che, a fine febbraio e inizio marzo, diceva che serviva un lockdown immediato e, probabilmente, dal punto vista pratico e tecnico, avevo ragione. Se avessimo, infatti, chiuso solo due o tre settimane prima, forse non avremmo avuto un così importante numero di contagi. Bloccare con un Rt che, ai tempi, si aggirava attorno a 2, ci ha portati, in 14 giorni circa, ad avere 128 volte i positivi. Comunque, a distanza di un anno circa, la mia posizione si è ammorbidita, questo perché prendere provvedimenti duri già agli inizi del 2020, anche se avessero funzionato, molto probabilmente non sarebbero stati compresi dalla gente". Decisioni tutt'altro che semplici, alla fine, anzi... "Spesso, infatti, non ci si rende conto della serietà e della gravità del problema fino a che non si hanno gli ospedali pieni, le persone che muiono oppure qualche familiare, parente ed amico che sta male davvero - ribadisce". Così come non è stato semplice affrontare gli attacchi e le critiche che, nel frattempo e da più parti, sono arrivate alla comunità cinese, appunto in Italia. "Ha fatto male essere additati come degli untori - spiega - Parlando, per esempio, della mia situazione personale: io e la mia famiglia siamo a Legnano da oltre 12 anni e siamo inseriti nel tessuto sociale ed economico della città. Ci sono, pertanto, tante persone che ci conoscono praticamente da tempo e, all'improvviso, sentirci additare come la causa dei contagi, ecco è stato un brutto colpo. Devo ammettere, comunque, che nel territorio questo si è percepito meno, maggiormente, invece, è accaduto a Milano e nei Comuni capoluogo o più grandi. Di contro, però, voglio sottolineare come, in parallelo, sono stati numerosi, di fronte a simili situazioni, anche gli attestati di vicinanza e le prese di posizione a nostra difesa sia da parte della politica (di qualsiasi schieramento), sia del mondo imprenditoriale e civile, riuscendo in questo modo a ricucire quegli strappi che si erano, purtroppo, venuti a creare". Ed è da qui, allora, che lo stesso Francesco vuole oggi provare a ripartire e a farlo assieme. "L'unità è fondamentale - conclude - Bisogna capire che stiamo tutti percorrendo la medesima strada. Ovvio, contemporaneamente, servono aiuti e sostegni concreti e mirati che devono giungere dalle istituzioni. Non dimentichiamoci, infatti, che se il 2020 è stato un anno complicato, il 2021 lo sarà ancora di più, dal momento che abbiamo accumulato una grossa stanchezza e una significativa perdita a livello economico. Quindi è necessario che dal Governo centrale alla Regione e fino ai Comuni, ognuno faccia la sua parte e stia vicino, con azioni precise e specifiche, alla cittadinanza intera".

CINA-ITALIA: L'ANNO DIFFICILE DEL COVID

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