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martedì 22 settembre 2020 | ore 15:58

La voce ai cittadini

Prima di programmare ha scelto di sentire la voce di coloro a cui tale programmazione è destinata. E' in pieno svolgimento il sondaggio che il Comune di Canegrate ha promosso.
Canegrate - Comune (Foto internet)

Prima di programmare ha scelto di sentire la voce di coloro a cui tale programmazione è destinata. E' in pieno svolgimento il sondaggio che il Comune di Canegrate ha promosso tra i cittadini per capire le loro esigenze rispetto all'organizzazione dei centri estivi per i bambini e i ragazzi di età compresa tra 3 e 14 anni. L'auspicio della giunta del sindaco Roberto Colombo è duplice: da un lato punta sull'ampia partecipazione dei cittadini, dall'altro su suggerimenti fattibili e concreti a misura delle famiglie. "Possiamo ragionevolmente affermare - ha spiegato il Comune in una nota nel presentare un sondaggio che resterà aperto fino a mercoledì 27 giugno - che organizzeremo un centro estivo per l'infanzia presso le scuole Rodari e che ci sarà il 'Sangiocamp 2020' presso il complesso 'PalaBertelli' - centro sportivo - parco - scuola Primaria di San Giorgio per il quale gli iscritti 2019 avranno diritto di precedenza". Da evidenziare che Canegrate e San Giorgio, appoggiate l'una all'altra, hanno ormai da tempo avviato una serie di percorsi comuni, dall'unità pastorale delle parrocchie fino ai comandi di Polizia Locale. Il comune attende quindi di capire come tarare le iniziative sulla base dei desiderata di coloro che ne sono fruitori: "Se sarà necessario - spiega la nota - attiveremo altri centri dal primo luglio, per i quali abbiamo già individuato gli spazi: siamo pronti a collaborare con soggetti privati su progetti serie a prezzi calmierati e siamo disponibili a una sinergia con l'oratorio". L'intento è quindi di coinvolgere tutti gli agenti sociali anche in un quadro di partecipazione diffusa alla spesa per l'allestimento delle attività che, evidenzia l'amministrazione, non è esigua. E non lo è "Prima di tutto perché serve più personale rispetto agli scorsi anni, si passa da un educatore ogni quindici bambini a uno ogni cinque fino ai cinque anni, uno ogni sette dai sei agli undici anni, uno ogni dieci fino ai quattordici anni". E nel conto occorre inserire, prosegue la nota, anche "i costi dei presidi sanitari e altri accorgimenti anche nella somministrazione dei pasti". Due aspetti, quindi, si intrecciano, quello dell'effettiva necessità del servizio e del calcolo economico che occorre fare per garantirlo nel modo più adeguato. Aspetti che gli esiti del sondaggio e le risposte pervenute consentiranno di mettere a fuoco in modo ottimale.

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