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venerdì 17 novembre 2017 | ore 22:14

L'ironia vince sul razzismo

Turbigo - Post sull'arrivo dei migranti

In questa seconda metà di agosto Facebook, così come tutti i social media, stanno letteralmente divenendo il luogo in cui 'scaricare' le proprie rabbie e paure. Soprattutto dopo gli attentati in Spagna, l'onda contro i migranti e gli stranieri sta assumendo contorni difficilmente immaginabili per un Paese che ha fatto dell'emigrazione una necessità (e per molti una fortuna). In Italia non vi è borgo o frazione che non conservi memoria di nonni, bisnonni, amici o conoscenti che hanno sfidato l'oceano per cercare fortuna negli USA o in Sud America. Ma la memoria è corta... o meglio, la demagogia di piu, e così, invece che cercare di capire che i ritardi italiani dipendo essenzialmente dalla politica così come dai cittadini (da chi non chiede scontrino a chi non emette fattura), con un salto indietro di 80 e piu anni, è piu facile dare la colpa delle proprie sfortune italiche allo straniero. Dimenticando che in realtà in Italia ve ne sono molti meno che altrove.
Dopo toni davvero forti, al limite della denuncia, in alcuni commenti sui giornali quotidiani dopo i fatti di Roma, ecco un esempio, per una volta piu leggero ed ironico, venire da Turbigo. A seguito di un post del nostro collega Giuseppe Leoni che con un 'ARRIVANO' allega la mappa dei posti disponibili per l'accoglienza nei paesi se ogni comune firmasse la concertazione con la Prefettura (per chi non la firma il rischio è che i numeri raddoppiano), ecco molti commenti.
Preoccupazione, in fondo come è giusto che sia, se ne riscontra, ma anche molta ironia, riconoscendo che forse pochi migranti regolari son meglio di molte situazioni non riconosciute. Da chi commenta: " Chissà quanto corrono al km in una 10km? Vinceranno la 5 cortili il prossimo Giugno?" a "Lo sbagliato di questo post è uno solo e provocatorio. Ovvero "ARRIVANO" ....".
Un plauso, non banale, ai turbighesi che di fronte a un tema in cui era facile scivolare nel popolusimo, hanno preferito usare la testa e, non guasta mai, un po' di ironia.

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