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giovedì 30 maggio 2024 | ore 01:39

I distretti del Fuorisalone

Ai classici Brera Design District, 5Vie, Tortona, Durini, Isola, Porta Venezia e la Stazione Centrale con Dropcity e Dimorecentrale, nel 2024 debutta un’altra area: Zona Sarpi, con una serie di installazioni.
Milano - Brera al Fuorisalone 2024

Dal centro alle zone più periferiche, la mappa del Fuorisalone cambia ogni anno i propri confini. Così, ai classici Brera Design District, 5Vie, Tortona, Durini, Isola, Porta Venezia e la Stazione Centrale con Dropcity e Dimorecentrale, nel 2024 debutta un’altra area: Zona Sarpi, con una serie di installazioni tra via Paolo Sarpi, il museo dell’ADI e la Fabbrica del Vapore. Quest’anno poi un evento di grande richiamo come Alcova si sposta fuori dai confini urbani: la collettiva dedicata al design di ricerca, che l’anno scorso si era tenuta negli spazi dell’ex Macello, sarà a Varedo, tra Villa Borsani e Villa Bagatti Valsecchi. Tra le installazioni con più coda lo scorso anno c’era quella di Google al Garage 21 di via Archimede e nulla ci fa pensare che quest’anno andrà diversamente. Sembra anzi ancora più interessante il progetto che il colosso tech presenta per il Fuorisalone 2024. Si intitola Making Sense of Color ed è un’installazione esperienziale che si propone di esplorare le molteplici sfaccettature sensoriali del colore, trasformandolo da un concetto etereo a una realtà tangibile. Oltre alle installazioni del Fuorisalone in città, quest’anno anche in fiera ci saranno diverse mostre da non perdere. Tra queste, molto attesa è la partecipazione di David Lynch che porterà le sue “stanze del pensiero” tra le novità di prodotto presentate dai brand nei padiglioni del polo di Rho. Dopo il successo del progetto Elevators del 2023, torna l’appuntamento con Solferino 28 Design, l’evento organizzato da Corriere, Living e Abitare. Quest’anno, il cortile dello storico palazzo di via Solferino si trasforma nel palcoscenico di Città Miniera. Palazzo Isimbardi ospita Lasvit con l’imponente installazione in vetro fuso Re/Creation, che mira a ridefinire il legame tra vetro e architettura. Design, Dismantle, Disseminate (Progettare, Smantellare, Diffondere): in un’ottica rigenerativa, la città del futuro non è più vista come un sistema che saccheggia l’ambiente ma che prova, invece, ad autosostenersi attraverso il riutilizzo delle materie già esistenti.

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