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lunedì 27 maggio 2024 | ore 17:11

Acqua torbida nel Naviglio

Timori e domande in tutto il territorio. Consorzio Villoresi e Arpa rassicurano la popolazione: "Non sono altro che alghe. Nessuna alterazione nelle analisi".
Castelletto - Naviglio

Lo scorso 27 dicembre, a seguito dell’abbassamento del livello dell’acqua per l’asciutta parziale, nel tratto di Naviglio tra Turbigo e Castelletto di Abbiategrasso sono state diverse le segnalazioni della presenza di un insolito strato di colore scuro lungo le sponde. Il fenomeno, accompagnato dalla moria di pesci, ha destato la preoccupazione di non pochi abitanti abituati a vedere il Naviglio sotto una luce diversa.
"Dopo le prime segnalazioni - afferma Alessandro Folli, presidente del Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi - abbiamo sollecitato un intervento di Arpa che non ha rilevato alcuna alterazione. Per quanto riguarda lo strato di colore scuro non sono altro che alghe. Le temperature più alte registrate a fine dicembre hanno incentivato la crescita di vegetazione che si è posizionata sugli argini dell’alveo. In primavera verrà effettuato un taglio”. Anche Andrea Ferrari - responsabile della zona Pavia Ovest nell’ambito dei Navigli Grande, Bereguardo e Pavese - ha ulteriormente confermato che non sussiste alcun inquinamento da idrocarburo e che la natura di tale rilevazione è è da imputare alla vegetazione in crescita. “I pesci trovati morti sono in quantità esigua – continua poi Ferrari – probabilmente spostati dalle rogge minori in secca e non costituiscono dunque motivo di preoccupazione”.
Da approfondimenti risulta che il Consorzio abbia chiesto alla sala operativa della Protezione civile, in data 3 gennaio 2024, un intervento proprio sulle acque del Naviglio per una valutazione circa lo stato idrico. Arpa ha confermato inoltre, che lo scorso 30 dicembre 2023 alcuni tecnici hanno prelevato campioni di acqua a Castelletto di Cuggiono e a Bernate Ticino. Le analisi eseguite al microscopio hanno confermato la purezza dell'acqua, escludendo una correlazione con la moria di pesci prelevati invece da alcuni tecnici Ats.

I CITTADINI CHIEDONO CHIARIMENTI TEMPESTIVI DAGLI ENTI

I primi ad accorgersi delle anomalie presenti nel corso del Naviglio sono stati alcuni cittadini che hanno subito posto la questione agli enti preposti. Tra le tante voci che hanno portato una riflessione costruttiva e priva di polemiche abbiamo raccolto la testimonianza di Achille Moneta e Pierangelo Russo, conoscitori e osservatori del Naviglio. “Non sono un esperto e di certo le mie osservazioni sono ipotesi che non si basano su alcun dato scientifico, nonostante io cerchi sempre di essere serio e oggettivo nel porre le mie valutazioni. - afferma Moneta - Da una prima impressione visiva e tattile, lo strato scuro comparso nel Naviglio dopo l’asciutta parziale dello scorso 27 dicembre potrebbe essere di natura vegetativa . Il punto è che questa tipologia non si è mai vista nel Naviglio e per quanto non inquinante è da considerarsi anomala e quindi necessaria di approfondimenti. Tra le cause di tale fenomeno potrebbe esserci l’asciutta parziale tardiva – solitamente in calendario per fine settembre – che avrebbe spinto le alghe in una fase di maturazione diversa. Per quanto le risposte ricevute siano per tanti aspetti plausibili, non sono supportate da dimostrazioni scientifiche. Quello che manca – continua poi Moneta - è un rapporto diretto tra gli enti preposti per la gestione del Naviglio e i cittadini che di fatto vivono ogni giorno il canale. Mancano le spiegazioni circa le interrogazioni poste dai cittadini che osservano, monitorano e curano ogni giorno il Naviglio Grande”. Territorio / Bernate Ticino - Naviglio Grande inquinato Pierangelo Russo poi concentra la sua riflessione sulla centralità del Naviglio nella vita di chi lo abita e della responsabilità degli enti non solo verso la sua tutela ma anche verso chi lo vive ogni giorno. Uno scambio di pareri costruttivo con il fine ultimo di spingere verso una riflessione comune. “Il Naviglio oltre al suo scopo commerciale, ricopre un ruolo identitario denso di storia, cultura e tradizioni. Noi, e chiunque vive il Naviglio, ne siamo proprietari e responsabili, affidandone la gestione ad enti competenti e che abbiano gli strumenti e le capacità per gestirlo e tutelarlo al meglio. Questi enti hanno il dovere morale e civile di informare la popolazione circa la situazione idrica e strutturale del Naviglio, accogliendo le note e le domande scaturite dall’osservazione quotidiana, spesso accompagnate da un bagaglio di vissuto importante. La popolazione ha il diritto di conoscere ciò che avviene nelle nostre acque, non tramite risposte superficiali e vaghe, ma con costanti resoconti approfonditi e supportati da prove scientifiche. Solo così si potrà creare cooperazione e valorizzazione di uno dei beni più importanti del nostro territorio”.

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