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lunedì 27 settembre 2021 | ore 12:49

"Vengo anch'io? No, tu no!"

Il Partito Democratico non sarà presente alle prossime elezioni comunali del 3 e 4 ottobre a Turbigo. Perché? L'intervento del segretario cittadino, Simone Meazza.
Turbigo / Politica - Partito Democratico

Riprende quello storico brano di Enzo Jannacci 'Vengo anch'io? No, tu no!!!' (frase, poi, anche riportata sul volantino che, proprio in queste ore, sta distribuendo in paese) il circolo del Partito Democratico 'Moro-Berlinguer' di Turbigo e Nosate per spiegare la sua assenza alle prossime elezioni comunali del 3 e 4 ottobre. E lo fa attraverso il suo segretario Simone Meazza, assieme al referente di zona Enrico Cozzi. "Dopo mesi di trattative e di collaborazione per creare responsabilmente un gruppo unitario di Centrosinistra, la nostra realtà è stata esclusa, pure a livello ideologico, dal progetto comune con la lista civica 'sìAmo Turbigo - Renata Cerutto sindaco' - spiega, appunto, Meazza - Un percorso cominciato fin dallo scorso anno e che, se all'inizio e in più momenti, sembrava portare ad una strada comune, qualche settimana fa, invece, è arrivato a questa conclusione". Niene urne, come detto, per il PD. "Il perché - continua il segretario turbighese - Per una serie di inaccettabili condizioni poste dalla lista civica e che hanno portato, all'ultimo momento, proprio all'estromissione del Partito Democratico. Tre, nello specifico, i punti sui quali hanno concentrato le attenzioni la candidata Renata Cerutti e i suoi: innanzitutto, non volevano candidature nella stessa civica di cittadini identificabili come attivi sostenitori del Partio e/o riconducibili al PD; quindi, ecco il divieto per i nostri esponenti di manifestare l'appoggio alla lista che sarebbe nata e, contemporaneamente, di fare propaganda elettorale; infine, l'ennesimo 'no' all'identificazione del gruppo civico come coalizione di Centrosinistra, ma coinvolgimento di persone con idee politiche di destra in una realtà 'calderone' senza arte né parte (con ovvie conseguenze sul programma)". Pertanto, visti anche i tempi ormai stretti, il Partito Democratico non sarà 'della partita'. "Bensì al voto gli elettori troveranno due liste politicamente poco distanti tra loro: da una parte, infatti, la destra di Fabrizio Allevi, dall'altra una civica che ha paura della sinistra; entrambe con un'idea di politica e del futuro di Turbigo ben lontana da quella del PD - conclude - Ognuno, allora, tragga le proprie conclusioni, riflettendo sull'esercizio del fondamentale diritto di voto o, al contrario, sull'altrettanto legittima scelta dell'astensione come gesto consapevole dal forte messaggio politico di protesta e delusione".

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