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giovedì 05 agosto 2021 | ore 00:33

Stazione: centro per senzatetto e di comunità

Sotto i binari della Stazione Centrale di Milano, il centro diurno polifunzionale 'Antonio Bassanini e Alessandra Tremontani'. Oasi di serenità per chi vive in strada.
Territorio - Senzatetto (Foto internet)

Docce, lavanderia, laboratori e anche una web radio: l'hanno ribattezzata un'oasi di serenità per chi vive in strada, proprio là, in una delle strutture 'simbolo' della città. Sotto i binari della Stazione Centrale di Milano, infatti, ecco il centro diurno polifunzionale 'Antonio Bassanini e Alessandra Tremontani'. Reso possibile dalla collaborazione tra Caritas Ambrosiana, Rete Ferroviaria Italiana Gruppo FS Italiane, Fondazione Cariplo, Enel Cuore e la famiglia Bassanini, il nuovo servizio, come detto, offrirà alle persone senza dimora l’occasione per prendersi una pausa dalla fatica della vita di strada. Più precisamente, nella neonata realtà vi potranno accedere gli ospiti del Rifugio Caritas, l’ostello per senza tetto che sorge proprio accanto, ma anche le persone gravemente emarginate senza distinzione di sesso o nazionalità che vivono nel capoluogo e che vogliono stare qualche ora in un ambiente confortevole e in un clima di serenità. Il centro, grande quasi 400 metri quadrati, poi, è stato realizzato all’interno di un tunnel ferroviario adibito a magazzino e, successivamente, dismesso (i lavori di ristrutturazione hanno reso possibile la creazione di ambienti destinati a diverse attività: sotto il soffitto a volta della struttura originaria si sviluppano due sale polifunzionali, una al piano terra e l’altra su di un soppalco, dalle quali si accede alla sala ristoro, alla lavanderia, agli uffici e ai bagni). E qui, appunto, gli ospiti potranno prendere la colazione, fare la doccia, lavare i vestiti e stirarli, oltre a fermarsi per leggere il giornale, vedere un film oppure partecipare ad uno dei tanti laboratori che saranno proposti (teatro, ceramica, informatica, ecc...). Tecnicamente, quindi, il centro diurno 'Bassanini-Tremontani' è un servizio 'a bassa soglia', pertanto non è previsto alcun filtro di accesso, se non quello dettato da comportamenti inadeguati, con l’ingresso che potrà avvenire spontaneamente o su indicazione dei vari servizi di Caritas, oppure su vero e proprio invio da parte di altri enti pubblici e privati. Mentre della gestione se ne occupano un’equipe di 5 operatori part time e un gruppo di volontari. Non è però ancora finita, perché la realtà sarà aperta alla città: un primo tassello, ad esempio, è stata la decisione di trasferire qui la sede di Radio Piazzetta, la web-radio di chi vive in strada, diffusa sulla piattaforma shareradio. "Il centro non è un luogo per accamparsi, bensì uno spazio per ritrovare la voglia di tornare a vivere – ha detto l’Arcivescovo di Milano, Monsignor Mario Delpini - La logica della Caritas è sempre stata questa: rispondere a un bisogno, ma con una reciprocità che non lascia passivo chi riceve un aiuto". "Un ulteriore segnale di solidarietà e concretezza rivolta a poveri e senzatetto - ha proseguito il sindaco Beppe Sala - che contribuisce alla costruzione di una rete di assistenza e di accompagnamento ad una nuova possibilità, a ricevere ascolto e vicinanza". "Abbiamo voluto dare continuità all’opera di Fratel Ettore nei suoi spazi perché pensiamo, come lui, che le persone senza dimora sono nostri compagni di viaggio con cui condividiamo lo stesso destino - ha concludo Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana - Da un punto di vista laico, i clochard andrebbero considerati per quello che sono, ossia cittadini: creare oasi di solidarietà e accoglierli è un dovere per una città e questo luogo offrirà servizi essenziali ai senza tetto, la cui necessità è emersa con grande evidenza proprio durante i mesi della pandemia di Covid, quando nelle strade desertificate dal lockdown erano rimasti solo loro. Ma con una simile struttura ci si prefigge anche un obiettivo più ambizioso: contribuire ad eliminare lo stigma che colpisce i gravemente emarginati".

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