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giovedì 05 agosto 2021 | ore 00:43

La 'regina' della danza è volata via

Il mondo della danza in lutto per la scomparsa di Carla Fracci. Una delle più grandi ballerine del '900 e un punto di riferimento in Italia e nel mondo.
Attualità - Carla Fracci (Foto internet)

Simbolo, icona, punto di riferimento in Italia e nel mondo. La 'regina' indiscussa della danza, quella stessa danza che oggi è avvolta dalle lacrime, dal dolore e dal grande, immenso senso di vuoto. Carla Fracci non c'è più, se ne è andata per sempre all'età di 84 anni, per un tumore che l'aveva colpita già da tempo e che aveva affrontato con coraggio e riserbo. Una vita volando, anche se di sé diceva orgogliosa: "Sono cresciuta tra i contadini, nelle campagne vicino Cremona, libera, tra molti affetti e necessità concrete. E proprio lì, ben piantate nella terra, ci sono le mie radici". E così, leggiadra e solida, dolce e tenace, è volatato via un 'monumento nazionale', un mito del balletto, una delle più grandi artiste della danza internazionale. Nata a Milano il 20 agosto del 1936, spesso i suoi genitori la portavano con loro al circolo ricreativo dell’azienda di trasporti di suo padre e fu lì che alcuni amici notarono in lei uno spiccato senso del ritmo e li convinsero a farla provare l’audizione al Teatro alla Scala. Supera l’esame perché interessati al “suo bel faccino”, ma i primi anni furono duri perché Carla sentiva nostalgia degli spazi aperti in quell’ambiente rigido a cui fu difficile abituarsi nonostante i continui rimproveri della maestra, che la considerava ricca di doti ma svogliata. Fondamentale sarà l’incontro con Margot Fonteyn che permetterà a Carla di cogliere il senso di tutto quel lavoro, iniziando a sentire il teatro come “casa”. Sin dal 1946 studia alla scuola di ballo del Teatro alla Scala con Vera Volkova ed altri coreografi, diplomandosi nel 1954. Dopo due anni diviene danzatrice solista, quindi prima ballerina nel 1958. È sposata dal 1964 con il regista Beppe Menegatti, dal quale ha avuto un figlio, Francesco. Tra la fine degli anni cinquanta e durante gli anni settanta danza con alcune compagnie straniere, quali il London Festival Ballet, il Sadler's Wells Ballet, ora noto come Royal Ballet, lo Stuttgart Ballet e il Royal Swedish Ballet. Dal 1967 è una ballerina ospite dell'American Ballet Theatre. La sua notorietà si lega alle interpretazioni di ruoli romantici e drammatici, quali Giselle, La Sylphide, Giulietta, Swanilda, Francesca da Rimini, Medea. Ha danzato con vari ballerini, tra i quali Rudolf Nureyev, Vladimir Vasiliev, Henning Kronstam, Mikhail Baryshnikov, Marinel Stefanescu, Alexander Godunov, Erik Bruhn, Gheorghe Iancu, Roberto Bolle. Da Giselle danzata con Bruhn viene tratto un film nel 1969. Ha interpretato Medea, Concerto barocco, Les demoiselles de la nuit, Il gabbiano, Pelléas et Mélisande, Il fiore di pietra. Il marito e regista Beppe Menegatti si occupa della regia di quasi tutte le creazioni da lei interpretate. Eugenio Montale le dedicò una poesia, 'La danzatrice stanca', inserita nel Diario del '71 e del '72, uscito nel 1973. Nel 1982, quindi, è protagonista di una fiction televisiva: compare, infatti, nello sceneggiato Rai, diretto da Renato Castellani, 'Verdi', dove interpreta il ruolo di Giuseppina Strepponi, soprano e seconda moglie del grande compositore. Alla fine degli anni ottanta dirige il corpo di ballo del Teatro San Carlo di Napoli. Varie sono, negli anni successivi, le sue interpretazioni: Il pomeriggio di un fauno, Onegin, La vita di Maria, A.M.W. La bambola di Kokoschka, La primavera romana della signora Stone, quest'ultimo con la regia di Beppe Menegatti per citare le principali. Dal 1996 al 1997 dirige il corpo di ballo dell'Arena di Verona. Dal 1994 è membro dell'Accademia di Belle Arti di Brera, dal 1995 è presidente dell'associazione ambientalista Altritalia Ambiente e nel 2004 viene nominata Ambasciatrice di buona volontà della FAO. Mentre dal novembre del 2000 al luglio del 2010 dirige il corpo di ballo del Teatro dell'Opera di Roma. Ne segue il repertorio tradizionale e quello firmato da Sergej Djagilev per i Ballets Russes (da La sagra della primavera nella ricostruzione di Millicent Hodson a Shéhérazade, L'uccello di fuoco e Petruška nelle versioni di Andris Liepa). A quest'attività affianca la riproposta di balletti perduti e nuove creazioni sotto la direzione di Beppe Menegatti. Ancora, dal giugno 2009 al 2014 è stata assessore alla Cultura della Provincia di Firenze, oltre ad Ambasciatrice di Expo Milano 2015. Nel dicembre 2013 Arnoldo Mondadori Editore pubblica la sua autobiografia Passo dopo passo a cura di Enrico Rotelli. Nel 2016 ha presentato il libro Ballerina, di Roberto Baiocchi pubblicato da Giunti Editore, per il quale ha firmato la prefazione. Nel 2018 ha ricevuto il Premio nazionale Toson d'oro di Vespasiano Gonzaga. E, infine, il 19 settembre 2020 ha ricevuto il premio alla carriera da parte del Senato della Repubblica Italiana.

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