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domenica 29 novembre 2020 | ore 03:04

Sosta di cortesia per Stefano

Stefano Russo è un cittadino di Busto Garolfo. Si trova su una sedia a rotelle e ha richiesto uno spazio di parcheggio apposito davanti alla sua abitazione. Come venirgli, allora, incontro?
Busto Garolfo - Parcheggio di cortesia (Foto internet)

Stefano Russo è un cittadino di Busto Garolfo. Si trova su una sedia a rotelle e ha richiesto uno spazio di parcheggio apposito davanti alla sua abitazione di via Sauro per facilitargli gli spostamenti. La sua vicenda ha suscitato già tempo fa un ampio dibattito in paese. Perché la volontà delle istituzioni ci sarebbe anche stata, però la legge lo consente solo per le strade ad alta percorrenza. La questione non investe solo un aspetto logistico, ma si carica anche di un forte significato sociale ed etico. Come fare, quindi, per venire incontro alle esigenze di Stefano? Il comandante della Polizia Locale, Antonello Grassi, ha scandagliato a fondo il Codice della strada e messo in campo la soluzione condividendola con l'Amministrazione comunale del sindaco Susanna Biondi: parcheggio di cortesia. Cortesia, appunto. Cioè quel senso civico che porta a capire che una persona disabile ha le sue esigenze e lo spazio dovrebbe quindi essere sempre a sua sola disposizione. Prima segnalato con un cartello, adesso è delimitato da un bel colore lilla. Tutto in modo rettilineo? No davvero, perché, come ha sottolineato la madre di Stefano, Maria Sica, "alcune persone, noncuranti del fatto che Stefano ha bisogno di quello spazio, si sono messe a parcheggiare, un giorno abbiamo quasi rischiato di venire alle mani, ci hanno preso per esasperazione, tutto questo si poteva evitare ma Stefano ha le sue esigenze". E peraltro, trattandosi appunto di un "parcheggio di cortesia" sul modello di quello già sperimentato in altre realtà per le donne in stato interessante, per chi lo occupasse, pur perfettamente normodotato, non è previsto il comminamento di alcuna sanzione. E peraltro, Stefano ha perplessità anche sul fatto che il tratto di strada in cui risiede non sia a elevata circolazione: "Ci passano diversi camion per andare verso un negozio ed è anche zona di mercato, quindi quel tratto è molto frequentato dai veicoli". La questione, peraltro, interessa potenzialmente 400 realtà, tante sono le situazioni di disabilità presenti in paese. La questione non è soltanto logistica, ma anche, forse soprattutto culturale e Luciano Lo Bianco, presidente della Uildm (Unione italiana lotta alla distrofia muscolare) di Legnano lo ha messo a fuoco con parole chiare: "Il Comune di Busto Garolfo si è dimostrato sensibile alle esigenze dei disabili- ha detto - sarebbe opportuno che tra comuni e associazioni si creasse un lavoro di rete volto a individuare percorsi comuni per favorire sempre di più la vita di un disabile che non è un cittadino di serie b, peraltro ci sono anche situazioni nelle quali la presenza della spazzatura rende impossibile a una persona disabile percorrere un marciapiede perchè non vi è spazio e per legge un disabile non può circolare sulla strada, occorre tenere conto anche di questo aspetto". Stefano, peraltro, ha fatto della sua disabilità una condizione per sviluppare la sua autonomia. Lo ha fatto, come spiega, attraverso il progetto di vita indipendente: "Svolgo il servizio civile in comune - spiega - e ho quindi avuto la possibilità di sperimentare questo progetto che mette un disabile nella possibilità di rendersi sempre più autonomo e di responsabilizzarsi progressivamente". Nella consapevolezza, ha chiuso l'assessore ai servizi sociali Stefano Carnevali, che "Tutto quanto fa rete può aiutare e favorire la inclusività e sottraendosi alla considerazione davvero sbagliata che un disabile sia soltanto una persona da assistere".

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