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lunedì 06 luglio 2020 | ore 19:07

'Robotic Man' a Busto Garolfo

La mostra 'Robotic Man' apre al pubblico, a Busto Garolfo, il prossimo sabato 20 giugno senza cerimonia inaugurale, come da disposizioni legislative Anti-Covid.
Busto Garolfo - La mostra 'Robotic Man'

Durante la sua carriera artistica Dario Mellone si è sempre interessato delle novità del suo tempo. Nello studio di via San Marco a Milano sono nati così cicli sorprendenti e tempestivi di opere delle seconde avanguardie che raccontano la difficile vicenda dell’umanità nell’epoca del predominio tecnico e meccanico. Dalle Figure nello spazio (1965,66), gli Uomini,prigione (anni Settanta), e le conturbanti Teste polimateriche fino alle affascinanti Città,robot (1973,75). Un universo tecnologico in evoluzione, analizzato dal punto di vista artistico e pittorico.
L’argomento robotico ai nostri giorni è più che mai attuale dal momento che l’intelligenza artificiale ha segnato passi enormi e decisivi. Con l’invito alla presente collettiva Independent Artists intende proporre un ragionamento sui temi che riguardano la robotica. Davanti alla crescente automazione dei processi si apre infatti una grande sfida per l’umanità: come è possibile realizzare un mondo in cui l'automazione riflette e sostiene i nostri valori?

In un futuro non molto lontano da noi coabiteremo e collaboreremo con macchine automatiche progettate per migliorare il nostro vivere quotidiano. Tutto ciò comporta il fatto di dover affrontare nuovi problemi che riguardano l’etica, la psicologia, l’ambito sociale ed economico. Il pensiero filosofico si sta già muovendo nella direzione di un ragionamento sul rapporto tra macchine e umanità. Molto spesso infatti i robot non sono più intesi come “protesi” dell’uomo, ma sostituti veri e propri della sua presenza e del suo lavoro.

In linea di principio ciò che interessa il ragionamento filosofico è la relazione di questi congegni con gli esseri viventi. Gli esseri umani sono identificati dalle capacità di progettazione, dall’aprirsi a nuove situazioni trovando risposte intelligenti alle immediate emergenze singole e della collettività. Anche l’Arte molto spesso si è interessata a questi argomenti. Nel caso di Mellone lo dimostrano anche le Figure biomorfe (1971,72), sculture realizzate con cavetti di plastica rosa che ricordano le composizioni “morbide” antiform di Eva Hesse e presentano pochi paralleli in Italia.

Certamente l’interesse dell’Arte Contemporanea per il fenomeno della robotica è tuttora attivo e in fermento: nell’estate 2018 al Grand Palais di Parigi una trentina di artisti contemporanei sono stati radunati dallo storico dell’arte Laurence Bertrand Dorléac insieme a Jérôme Neutres per raccontare l’affascinante rapporto tra uomo e macchina. La presente collettiva vuole essere al contempo un omaggio al lavoro del Maestro e uno sprone per gli Artisti contemporanei a studiare e approfondire le medesime tematiche che hanno affascinato Dario Mellone durante gli anni della sua fervente e meticolosa attività artistica. Lanciamo così la nostra proposta tematica citando uno dei più grandi scrittori di fantascienza e tra i più ineguagliati divulgatori scientifici del mondo, Isaac Asimov: “Qualsiasi innovazione tecnologica può essere pericolosa: il fuoco lo è stato fin dal principio, e il linguaggio ancor di più; si può dire che entrambi siano ancora pericolosi al giorno d'oggi, ma nessun uomo potrebbe dirsi tale senza il fuoco e senza la parola”.

Qui l'elenco degli artisti esposti: RICHARD ANSETT, ROBERTA ASTEGIANO, PIERO BAGOLINI, SILVIA BELTRAMI, STEFANO BONAZZI, ANGELO BRUGNERA, ISABEL CARAFÌ, LUCA CASONATO, FILIBERTO CROSA, GIULIO D’AMICO, ENRICO DAL FIUME, LELE DE BONIS, RAFFAELE DRAGANI, BRUNO LARINI, PAOLO MANGANELLI, MYLES MANSFIELD, GIAN LUIGI MARTELLI, MAURO MARTIN, ANGELO DEMITRI MORANDINI, MARZIA MUCCHIETTO, ADA NORI, THOMAS PACHER, BIANCA PASSAGLIA, ANDREA SBRA PEREGO, FRANCESCA POMPEI, LUCIANO PUZZO, ANTONELLA SERRATORE, ROSARIA STEVENAZZI, MARIO SUGHI, FRANCESCO TROVATO, URBANSOLID, ANGELA VINCI, TOMMASO MAURIZIO VITALE, ALICE VOGLINO, MAYUMI YAMAKAWA, ROBERTO ZIRANU.

La mostra apre al pubblico il prossimo Sabato 20 Giugno senza cerimonia inaugurale, come da disposizioni legislative Anti-Covid. L’esposizione è visitabile fino al prossimo 20 settembre 2020 con i seguenti orari: da Martedì a Sabato ore 14:30 – 18:00 presso Villa Brentano (1°piano), in via Magenta 25 a Busto Garolfo (MI). L'ingresso alla mostra avrà le seguenti modalità:

i visitatori potranno avere accesso alla mostra solo se muniti di
mascherina e guanti o se si igienizzano le mani con apposito gel, e se
avranno la temperatura corporea inferiore a 37,5°
l’accesso sarà consentito a massimo 3 persone per volta, e i minori
dovranno essere accompagnati da un adulto. Rispettare sia all'interno che
all'esterno la distanza sociale di almeno un metro

La mostra sarà chiusa dal 3 al 31 agosto e riprenderà regolarmente da martedì 1 settembre con i consueti orari. Nella giornata di chiusura di domenica 20 settembre sarà possibile visitare gratuitamente, su prenotazione, le sale del Museo Mellone, presso l’adiacente Villa Rescalli Villoresi, dal quale proviene il legame diretto tra il lavoro del Maestro Mellone e la tematica analizzata dagli artisti di Robotic Men. La visita si terrà dalle ore 16:00 alle 17:00, alle 17:30 presso Villa Brentano si terrà la presentazione del Catalogo e la chiusura della Mostra. La mostra apre al pubblico il prossimo sabato 20 giugno senza cerimonia inaugurale, come da disposizioni legislative Anti-Covid.

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