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giovedì 13 agosto 2020 | ore 07:52

Gita 'virtuale' da Inveruno a Urbino

“Abbiamo partecipato a Codytrip, ovvero una gita virtuale - racconta entusiasta Mara Balasso - Tutto è stato organizzato come se fosse una vera gita".
Inveruno - Gita virtuale ad Urbino

Pochi giorni fa, le classi prime e seconde della scuola secondaria di secondo grado di Inveruno sono state in gita a Urbino, nelle Marche. Sì, avete letto bene, e ci sono andati senza infrangere alcun decreto. Come han fatto? Mediante un utilizzo geniale e intelligente della tecnologia.
“Abbiamo partecipato a Codytrip, ovvero una gita virtuale, organizzata dal professor Alessandro Bogliolo, docente di informatica applicata dell'Università di Urbino – racconta entusiasta Mara Balasso, professoressa di Tecnologia della scuola media, la quale ha “accompagnato” i ragazzi in gita – Lo scopo dell'iniziativa era fare esperimenti di coding in un grande cinema e usare tutto il centro storico come terreno di gioco, visitando in modo inconsueto la città di Urbino, patrimonio dell’Unesco e cuore del Rinascimento. L'occasione? Il 2020 è l’anno delle celebrazioni raffaellesche e Urbino era più che mai pronta ad accogliere le scuole offrendo esperienze di coding, arte e cultura. Poi è arrivata la pandemia... e la gita da fisica è diventata virtuale”.
In che senso? “Tutto è stato organizzato come se fosse una vera gita: quindi, son stati coinvolti i dirigenti, i consigli di classe, i genitori per i permessi. Poi, i ragazzi, da casa loro, tramite supporto tecnologico, si son collegati, partecipando a ogni momento dell'iniziativa, come se fossero davvero in gita: il trasferimento in pullman, le passeggiate alla scoperta del borgo, la visita a Palazzo Ducale, la cena in albergo, il pigiama party, la colazione tutti insieme l'indomani, la visita alla casa di Raffaello... il tutto condito da giochi di coding”.
“Son stati un giorno e mezzo di vera condivisione, di divertimento e di apprendimento, in cui ai ragazzi, ma anche a noi docenti, è sembrato di evadere un po' dalla solita routine. Eravamo in 7 mila collegati da tutte le scuole d'Italia: la promessa che ci ha strappato il Prof. Bogliolo è di visitare fisicamente appena possibile Urbino, che ci aspetta a braccia aperte. Infine, non dimentichiamo l'insegnamento più grande di tutti: la tecnologia, se usata in modo intelligente, consente di fare cose straordinarie. Speriamo che questa pandemia ci abbia aperto gli occhi!”.

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