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lunedì 06 aprile 2020 | ore 17:00

La creatività e la storia in... 'scala'

I bellissimi capolavori del turbighese Carlo Giudici. Una passione nata 10 - 12 anni e che lo ha portato a dare vita e forma a tante opere. Dalla storia di Turbigo alla tradizione.
Turbigo - Carlo Giudici con uno dei suo tanti presepi

L’ultima, in ordine di tempo, è la storica ‘Casa Bussola’, ma, alla fine, di opere ce sono davvero tantissime. Strutture ed edifici che hanno scritto pagine e pagine del paese oppure presepi… non fa differenza, perché quando la passione chiama, il turbighese Carlo Giudici risponde presente e lo fa dando vita e forma a dei veri e propri capolavori di ingegno, tecnica, creatività ed estro. Giusto il tempo, insomma, di scegliere il soggetto, carpirne i singoli particolari e studiarlo nei dettagli e, state certi, che il risultato sarà qualcosa che catturerà in tutto e per tutto la vostra attenzione, lasciandovi, come si dice, “a bocca aperta”. “Un hobby cominciato 10 – 12 anni fa – racconta lo stesso Giudici – Ero in pensione, così nel cercare qualcosa da fare, ho voluto provare a cimentarmi nella riproduzione in scala di realtà che hanno fatto parte e fanno parte della storia di Turbigo. Il primo lavoro è stata la vecchia chiesa, quella demolita nel 1935, poi sono arrivati anche i presepi”. E via via tantissime altre meraviglie. “Una passione che mi ha sempre più conquistato – continua – Allora, sono andato avanti, con l’idea di rifare la cosiddetta Turbigo che non esisteva più. Per citare alcuni esempi, c’è stata la vecchia dogana austroungarica (compreso il ponte del Naviglio), passando, poi, per la ‘Curt Fabrica’, fino ad arrivare allo scorso anno quando a quest’ultima ho deciso di aggiungerci pure il resto dell’isolato, appunto con la ‘Casa Bussola’ (l’area, per chi non la conoscesse, è quella dell’ex piazza Primo Maggio, oggi piazza Madonna della Luna, e del parcheggio)”. Storia, tradizioni, ricordi, insomma, che tornano a rivivere e che si mischiano con la grande cura e attenzione che il signor Carlo mette durante i vari lavori. “Ogni modellino, ovviamente, richiede tempi differenti – spiega – Per fare la ‘Curt Fabrica’ ho impiegato quasi 8 mesi, mentre per la ‘Corte Bussola’ sono 6 mesi che ci sto dietro. Molto meno, invece, se si tratta di un presepe (tre settimane, un mese o poco più), perché non ci sono scale da fare e si utilizzano il gesso, il polistirolo, ecc… Magari ci si impiega di più a trovare l’idea giusta, piuttosto che a crearlo”. Già l’idea, spesso frutto della fantasia dello stesso turbighese, ma non solo. “In alcuni casi è qualcosa che nasce dall’immaginazione – ribadisce – Oppure nel corso di viaggi o uscite, magari riguardando delle foto che ho scattato o attirato da qualche scorcio e paesaggio, prendo spunto per riprodurre ciò che ho visto. Non c’è, alla fine, un unico metodo con il quale scelgo e lo stesso vale per la caratteristiche. Ci sono presepi dove il paesaggio è l’elemento principale, altri che cercano di mettere in luce prospettive diverse dalle tradizionali e classiche (per meglio farvi capire: solitamente siamo abituati alla visione dall’esterno verso la grotta, ecco ce n’è uno che, invece, ci fa vedere dalla grotta verso l’esterno) e altri, infine, che pongono l’attenzione sul movimento e sugli ingranaggi”.

UN LAVORO DI IMPEGNO, PRECISIONE E CREATIVITA'

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