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Allarme cinghiali

Alessandro Rota, presidente della Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza: "Troppi rischi, basta perdere tempo". Gli agricoltori alla manifestazione di Roma.
Attualità - Cinghiali (Foto internet)

“Se non verranno finalmente affrontati in maniera decisa, gli effetti devastanti legati alla proliferazione dei cinghiali e degli altri animali invasivi sono destinati a peggiorare”. Così Alessandro Rota, presidente della Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza, presente con gli agricoltori del territorio alla più grande manifestazione mai realizzata prima in piazza Montecitorio a Roma contro l’invasione degli animali selvatici. "In Lombardia – ricorda la Coldiretti - i cinghiali causano incidenti stradali e devastano campi e colture in media due volte al giorno. Un’emergenza che non coinvolge più solo le aree rurali ma è un problema anche per i centri urbani, dove capita sempre più spesso di incontrare i cinghiali che attraversano le strade mettendo a rischio la sicurezza delle persone. Nella nostra regione, ad esempio – afferma la Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza – solo nel 2018 si sono verificati 180 schianti a causa di questi animali. A inizio 2019, nel tratto lodigiano dell’Autosole, l’attraversamento della carreggiata da parte di un branco di cinghiali ha provocato un gravissimo tamponamento causando una vittima e numerosi feriti. Non stupisce quindi che, secondo un’indagine Coldiretti/Ixè, 3 italiani su 4 considerino la fauna selvatica un pericolo per la circolazione". In prima linea contro l’invasione dei cinghiali ci sono gli agricoltori che ogni giorno subiscono danni alle coltivazioni per centinaia di migliaia di euro all’anno. “E’ ormai da parecchi anni che in azienda dobbiamo fare i conti con i danni causati dai cinghiali – spiega Stefano Ciserani, imprenditore agricolo di Cascina Campo Spino a Somaglia, in provincia di Lodi - Questi animali si muovono in branco e calpestano tutto, devastando le coltivazioni. Soprattutto nel periodo della semina del mais, distruggono ogni cosa e siamo costretti a riseminare. Quando ci va bene rovinano dieci ettari, poi ricompaiono quando le piante sono cresciute e ricominciano a devastare tutto”. A livello nazionale, negli ultimi dieci anni i cinghiali sono più che raddoppiati, raggiungendo i due milioni di esemplari. Una proliferazione senza freni che sta mettendo a rischio anche l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali, distruggendo nidi di uccelli e tane degli altri animali, senza contare i rischi legati alla tenuta dei terreni danneggiati. “Le nostre province sono ormai invase dai cinghiali, ma anche da nutrie, caprioli e volatili nocivi - spiega Alessandro Rota, Presidente della Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza – Non si fa abbastanza, mancano risposte adeguate da parte delle istituzioni ai nostri ripetuti appelli e segnalazioni. Città Metropolitana non ha neppure un piano di contenimento nutrie, le polizie provinciali sono sottodimensionate, i parchi hanno regolamenti e vincoli ormai obsoleti e inadeguati, così che questi invasivi sono già a Milano e nelle nostre città, attraversano strade e tangenziali con pericoli per tutti, anche dal punto di vista sanitario – conclude Rota - Basta rimpalli di responsabilità tra le istituzioni che finora hanno portato a perdere tempo, sicurezza, reddito nelle campagne e a registrare incidenti anche mortali”.

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