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martedì 23 luglio 2019 | ore 09:57

Soldati e cavalli pronti sul campo

Questo fine settimana (sabato 22 e domenica 23 giugno) la 23^ edizione della storica rievocazione della Battaglia di Tornavento. Per due giorni si torna al quel 1636.
Lonate - Alcuni momenti della rievocazione (Foto d'archivio)

Cavalieri, soldati, archibugi, cannoni, cavalli e figuranti... pronti sul campo: la battaglia sta per cominciare. Tutto come allora; tutto curato nei minimi particolari e dettagli; tutto studiato affinché ogni istante sia il più veritiero possibile. Come in quel lontano 22 giugno 1636, così adesso, perché proprio in questo fine settimana (22 e 23 giugno) il territorio tornerà a respirare la storia, quella vera, e lo farà con uno degli appuntamenti che è ogni anno di più tradizione, emozioni e coinvolgimento. Là, tra la piazza Parravicino, prima, e l’ex Dogana Austroungarica, poi, insomma, ecco la grande rievocazione della battaglia di Tornavento che, durante la guerra franco-spagnola, ha visto fronteggiarsi la Spagna Asburgica (che allora governava lo Stato di Milano) e i franco-sabaudi. “Ventitré edizioni - spiegano Franco Bertoni, presidente dei ‘Cavalieri del Fiume Azzurro’ (promotori ed organizzatori della manifestazione) e Angelo Fornara - Un traguardo unico ed eccezionale, che testimonia l’importanza dell’evento e l’attaccamento che la popolazione ha nei suoi confronti. Ci siamo, dunque, un altro anno da vivere in prima persona o da spettatori e dove i presenti avranno modo di conoscere sempre più da vicino le vicende che hanno caratterizzato quel periodo e la nostra zona”. Si comincerà, allora, il sabato (22), alle 16.30, con l’esposizione di strumenti di tortura all’oratorio San Luigi, mentre la sera (dalle 20.30) ecco la cena d’epoca ‘con curato Comerio’ (a cura dell’associazione ‘Tornavento Vive’; intrattenimento con spettacolo e musiche, balli seicenteschi del gruppo ‘Tercio de Saboya’ e mangiafuoco AXVXA Andrea funambolo). Il ‘clou’ vero e proprio, però, sarà la domenica (23), fin dal mattino (alle 11) quando in piazza Parravicino avverrà la scaramuccia con l’assalto al villaggio (picche spade, archibugi e cannoni), per poi trasferirsi nel pomeriggio (dalle 15) alla dogana Austroungaric - Centro Parco del Ticino, quando andranno in scena lo spettacolo equestre (della ‘Spada nella Roccia’ di Bellinzona), la sfilata dei gruppi storici - gruppi di cavalleria e, appunto, la ricostruzione degli avvenimenti del 22 giugno 1636 con gran finale di cariche della cavalleria.

I FATTI RIVIVONO CON I CAVALIERI DEL FIUME AZZURRO
La battaglia di Tornavento (o battaglia del Panperduto) venne combattuta il 22 giugno 1636, durante la guerra franco - spagnola, tra la Spagna Asburgica, che allora governava lo Stato di Milano, e i franco - sabaudi. Sulla base di relazioni ufficiali, cronache locali e registri parrocchiali, è possibile ricostruire lo svolgimento dei fatti presso Tornavento. Tra il 14 e il 15 giugno 1636 gli invasori franco-sabaudi presero il possesso del ‘porto’ e riuscirono a passare il Ticino. Tra il 16 e il 18 giugno furono saccheggiati Lonate e i borghi vicini, arrivando fino a Castano, Busto Arsizio e Gallarate. Il 20 giugno le truppe francesi si trasferirono a nord verso Somma, mentre l’esercito sabaudo, ancora nel Novarese, raggiunsero Borgo Ticino. Lonate Pozzolo - I 'Cavalieri del Fiume Azzurro' Il 21 giugno, avvisati dell’avvicinamento dell’esercito spagnolo, sabaudi e francesi tornarono sui propri passi e il duca di Créqui, Charles de Blanchefort, si trincerò nei boschi di Tornavento; intanto l’esercito spagnolo, proveniente da Abbiategrasso, passò la notte nella brughiera di Castano. Il 22 giugno 1636 è la data degli scontri diretti tra gli spagnoli e i francesi, in seguito affiancati dai sabaudi. A guidare le truppe dei due schieramenti erano Diego Felipe de Guzmán per gli spagnoli e Charles de Blanchefort e Vittorio Amedeo I rispettivamente per francesi e sabaudi. L’armata spagnola avanzò da Castano verso le truppe francesi, travolse le avanstrutture nemiche e assalì reiteratamente la linea principale di difesa, mentre i francesi rispondevano agli attacchi dalla piccola altura di Tornavento. L’armata sabauda, fino ad allora rimasta per motivi logistici sulla sponda novarese, entrò attivamente nel conflitto quando francesi e spagnoli entrarono nella fase di scontro corpo a corpo: raggiunse Tornavento in aiuto dei francesi grazie alla rapida realizzazione di un ponte di barche. Questa azione fu decisiva e portò all’arretramento dell’armata spagnola, ma la battaglia fu di fatto inconcludente: entrambi gli schieramenti videro ingenti perdite di vite e un alto numero di feriti; gli spagnoli, ritiratisi su Abbiategrasso, erano in qualche modo riusciti a fermare la manovra francese contro la capitale del Ducato di Milano; i francesi trassero il senso della vittoria dall’arretramento spagnolo; infine, i savoiardi restarono soddisfatti per il loro intervento decisivo a conclusione della battaglia.

VENTITRE' EDIZIONI: LE INTERVISTE A FRANCO BERTONI E ANGELO FORNARA

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