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sabato 28 marzo 2020 | ore 21:38

A scuola di biodiversità animale

Uno spazio per la biodiversità animale alla fiera di San Martino di Inveruno. Protagonisti l'azienda 'Garall' e lo spaccio 'I Pep Lung' con gli alunni del 'Mendel'.
Inveruno - La biodiversità animale alla fiera di San Martino

Ci sarà un grande spazio per la biodiversità animale nel contesto dell’edizione numero 409 della Antica Fiera di san Martino, al via sabato 12 novembre ad Inveruno. Uno spazio interamente gestito dall’azienda agricola 'Garall' e dallo spaccio agroalimentare 'I Pep Lung' di Robecco sul Naviglio, dei cugini Luca, Lorenzo e Andrea Garavaglia. L’obiettivo è la tutela e la consapevolezza di quanto sia importante la biodiversità animale, nel concreto la tutela di razze bovine ed ovine a rischio di estinzione: a Inveruno 'I Pep Lung' ne porteranno la bellezza di 11, tutte di secolare tradizione, che oggi vengono allevate dall’azienda di Robecco per poterle mantenere nel contesto della nostra agricoltura. Al progetto parteciperanno gli studenti dell’istituto 'Mendel' di Villa Cortese, che tra sabato e lunedì svolgeranno delle lezioni a cura del dottor Luca Garavaglia, cofondatore de 'I Pep Lung', effettuando anche degli stage per conoscere da vicino il metodo di allevamento. Naturalmente, lo spazio dedicato alla biodiversità nel contesto della fiera sarà aperto e a disposizione delle migliaia di visitatori, che potranno conoscere bovini di razza Varzese, ma anche Bianca Padana, Cabannina, Pezzata Rossa d’Oropa, Pezzata Rossa Valdostana, Reggiana e Chianina, Castana Valdostana, Grigio Alpina, Bruna Alpina.

I PEP LUNG

La tutela delle biodiversità animali e vegetali con una particolare attenzione alle razze e alle specie autoctone è da molti anni, ormai, lo sforzo quotidiano dell’azienda 'Garall' - 'I Pep Lung' di Robecco. Un'attenzione particolare è riservata ai prati polifiti permanenti irrigui, alcuni ormai ultra centenari. Sono allevati principalmente bovini ma abbiamo anche suini, polli, anatre, oche e conigli, tutti di razze a limitata diffusione o addirittura a rischio estinzione. L’alimentazione, al 90%, proviene da fieni ultracenterari, le stesse essenze che si sono moltiplicate e garantiscono salubrità al prodotto finale, essenze della vallata del Ticino. Un valore nutritivo elevato ed autoctono.

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