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Il fuoco che scalda l’inverno e tiene viva la memoria collettiva. A Castano Primo torna uno degli appuntamenti più attesi e identitari del calendario invernale: il Falò della Giöbia, in programma giovedì 29 gennaio, alle 18, nel piazzale del cimitero.
Un rito antico, carico di simboli, che affonda le sue radici nella tradizione contadina lombarda e che ancora oggi riesce a coinvolgere generazioni diverse, unendo il valore della comunità al fascino primordiale del fuoco. A organizzare l’iniziativa sono il Comune di Castano Primo e la Comunità pastorale Santo Crocifisso, in un lavoro condiviso che restituisce alla Giöbia il suo significato più autentico: salutare l’inverno, bruciare le paure, guardare con speranza al tempo che viene.
Attorno al grande falò si ritroveranno famiglie, bambini, giovani e anziani, in un clima che è insieme festa e momento di appartenenza. Perché la Giöbia non è solo folklore, ma un gesto collettivo che parla di identità, di radici e di quel bisogno di stare insieme che, soprattutto nei mesi più freddi, diventa ancora più prezioso.
La serata proseguirà poi a tavola, altro elemento centrale della tradizione. Presso l’Oratorio Paolo VI è infatti prevista la cena con polenta e bruscitt (12 euro), con un menù dedicato anche ai più piccoli a base di pasta al pomodoro e dolcetto (8 euro). Le prenotazioni, con pagamento, sono aperte fino al 27 gennaio al bar dell’oratorio.
Un appuntamento che rinnova un legame profondo tra passato e presente, tra gesti antichi e comunità di oggi. Perché, alla fine, davanti a un falò acceso, Castano Primo continua a riconoscersi come paese.
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