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lunedì 23 maggio 2022 | ore 20:04

Poëticae Mater

Tutto è franco, libero, apodittico, incisivo in queste poche liriche, dove lo stilema si fa asciutto e secco per incidere ancora di più l’animo del credente.
Libri - Poëticae Mater

«I profeti / dicono nell’oggi / la presenza di Dio, / Maria / è più di una profezia: / è l’accadere di Dio nella storia». Partire dall’esergo iniziale significa penetrare fin da subito nella spiritualità del mare magnum della poesia di Don Luigi Razzano e ancor di più se si prende come momento incipitario la prima poesia della breve silloge: «Un repentino afflato di vento / alita e gravida / di senso la Donna. // Nel grembo / un Mistero l’avvolge, / pregnando di Spirito la vita. // Col deserto nell’anima, / dove il nulla è di casa, / si fa vuoto il cuore di prima. // Ora è pieno di Dio» (Annuncio).
La poesia di Razzano è rinascita, creazione, elevazione, élan vital verso il Cielo, come direbbe Paul Verlaine, «Le ciel est par-dessus le toit». Il suo credo è rivolto all’uomo, al mondo, a questo essere che sembra invaso dalla materia, dalle cose futili, da tutto ciò che trascina nel vuoto, dove il nulla è di casa, si fa vuoto il cuore di prima, e ora è pieno di Dio, afferma il poeta in questa sublime poesia, sopra citata. Tutto passa dall’anima dello scrittore, e dopo un riposo meditativo, si concretizza nelle parole che come input emotivi arrivano al cuore ferendolo e dando pace. Non c’è bisogno di ricorrere ad altre misure ritmiche, sarebbe sufficiente questa citazione a dare concretezza al messaggio dell’autore: «…Una raccolta questa che può essere letta tutta d’un fiato, come un’unica poesia, intercalata da titoli che scandiscono i momenti decisivi in cui lo Spirito sussurrando, risveglia quell’aurora poetica assopita in ciascuno di noi e con un tacito tam tam del cuore, al giorno ne affida il messaggio e alla notte ne trasmette notizia (cf. Sal 18,3)» (dalla premessa dell’autore).
Tutto è franco, libero, apodittico, incisivo in queste poche liriche, dove lo stilema si fa asciutto e secco per incidere ancora di più l’animo del credente. Tutto è incisivo come il lacerto riportato, che come voce di Dio entra nei nostri cuori trasferendoli sulla strada del bene supremo: «Inattesa alla porta / la tenda si gonfia, / colmando di grazia la casa. // Attonita, / col fiato sospeso, / spira nell’aria un fiato divino. // In quel Vento una voce / silente si posa nell’incavo del ventre / e un alito le gravida il seno. // Mute parole / spargono nell’aria / semi di fragranza divina. // È la primavera Donna del cielo / che al dirsi del Verbo / diviene madre dell’amore» (Madre dell’amore). Tutto è toccato dalla mano leggera del Creatore, e tutto si fa fluente ed empaticamente invasivo: una voce silente si posa nell’incavo del ventre, semi di fragranza, la primavera del cielo, madre dell’amore.
La poesia è impregnata di effluvi emotivi, di circostanze spirituali, di slanci divini, e tutto si anima di dolci parallelismi verbali: «Stringeva le dita / in un pugno annerito di calli, / e come olive i suoi denti / stridevano amare parole. // Sgomento, / con la faccia smarrita nel vuoto, / mi chiedeva parole di senso. // Quel giorno, / ancora smarrita, / mi decisi a parlagli. // Balbettavo parole dal nulla. / Lui, tra la legge e l’incanto / si scuoteva come pentito d’essere mio. // Come dire questo Verbo di Dio? / Mi sforzavo di contenere i pensieri / mentre il ricordo ridava quiete al mio cuore. // Per la prima volta osai guardarlo. / Mi aveva creduto / e più che mai lo sentii mio sposo» (Josef). Un insieme di  parole e sentimenti, di patemi e logos, di sorprese e impressioni; sensazioni che danno voce alla parola fino a renderla voce del Supremo, climax finale di una ascensione verso il Cielo.
La silloge si conclude con la lirica Alchimia poetica: «Quando la parola accade / s’origina nell’animo / quel modo arcano / di cogliere le cose / ch’è la poesia. // Ed essa, come una corolla, / tacitamente schiude / quel ch’è già detto in noi. // Accade così / quell’alchimia divina di parole / che fa nuove le cose di prima / nell’epifania del bello. // E i poeti? / Sono comete / che vengono da lontano / ad irradiare nel mondo / l’amore di Dio / tra gli uomini»; un testo dove si cerca di dare una motivazione all’atto poetico e dove tutto è sottomesso alla grazia di Dio, una metapoesia che aggiunge qualcosa ai contenuti spirituali del canto, gli intendimenti poetici dell’autore.
Nazario Pardini

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L’AUTORE
Luigi Razzano è sacerdote artista della Diocesi di Acerra (Na), esercita il suo ministero come forma di evangelizzazione della cultura attraverso l’arte. È docente di Arte e Teologia presso l’Università Lateranense di Roma. Nel corso del suo ministero ha realizzato diverse opere, tra le quali ricordiamo il piano iconografico della Chiesa Regina Pacis in Modena e San Martino in Chieti. Per i tipi di Guido Miano Editore segnaliamo Origliando l’Eterno. Per Editrice Pagine ha pubblicato recentemente Briciole di poesia, nell’Antologia poetica: M’illumino d’immenso. Oltre a testi poetici è autore anche di diversi scritti sul rapporto tra arte, poesia e teologia.
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