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domenica 11 aprile 2021 | ore 20:06

"Basta 'Dad'... La scuola a scuola"

Studenti, insegnanti e genitori in piazza Duomo a Milano, per tornare a far sentire la loro voce e chiedere azioni mirate e concrete per le scuole. "Un anno buttato; siamo stanchi, vogliamo tornare in classe e restarci".
Milano - Studenti, insegnanti e genitori in piazza Duomo

Gli zaini disposti a scacchiera davanti al Duomo di Milano, in mano, invece, una serie di cartelli. I messaggi sono tanti, tantissimi; una voca e un coro unanime... studenti, insegnanti e genitori, perché dopo un anno da quando è cominciata la pandemia non ce la fanno più con questi continui "apri e chiudi". "Siamo stanchi - dicono - Vogliamo tornare in classe. La scuola non è a distanza, ma in presenza". Dodici mesi, alla fine, davvero lunghi, difficili e pesanti. "Un mix, purtroppo, di illusioni alle quali subito dopo facevano seguite le delusioni - racconta un gruppo di docenti - Nel concreto, infatti, non è stata presa alcuna vera iniziativa per permettere ai ragazzi di stare in aula e svolgere le lezioni. E' da novembre che, in ogni angolo d'Italia, stiamo facendo sentire il nostro malumore e la nostra amarezza per quanto sta accadendo ormai in maniera costante (prima ci fanno rientrare in classe e, poi, ecco che ci richiudono nuovamente a casa, con la didattica a distanza). Speriamo che qualcosa si muova e che, finalmente, ci ascoltino, perché non possiamo più chiedere ai giovani ed ai bambini simili sacrifici. Un anno è passato; un anno dove gli alunni hanno risposto in maniera importante a ciò che gli veniva indicato, però chiaro è che, ora, sono stremati. La 'Dad', come potete ben capire, non è lo stesso che essere in presenza; il che non significa che nell'emergenza, per un periodo, non sia servita, ma è, appunto, uno strumento emergenziale. La scuola, non dimentichiamoci, è un insieme di tanti tasselli: non è, insomma, solo trasmissione di nozioni, bensì è confronto, incontro, sono sguardi che nelle dimensioni di uno schermo non si colgono". Tante, appunto, le mancanze dalla primavera del 2020 ad oggi. "Già - concludono gli insegnanti - Sono mancati banalmente, ad esempio, il rapportaro diretto tra gli studenti; ancora l'organizzazione della giornata con degli orari scanditi che ci portano a svegliarci per tempo, a vestirci, ecc... uscendo così dalle nostre case ed entrando nella vita. Sono mancate, alla fine, quelle cose che possono sembrare semplici e che, però, sono ulteriori e fondamentali momenti di crescita per ciascun giovane".

"BASTA DAD... SCUOLA IN PRESENZA"

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