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Punto da un calabrone: muore a 38 anni

Salvatore Nardi si trovava assieme al fratello Giuseppe quando è avvenuta la tragedia
Turbigo - Salvatore Nardi

Trentanove anni da compiere tra qualche giorno, sposato e papà di due bimbi (un maschio ed una femmina), se ne è andato per sempre in una tranquilla mattina di inizio settembre. Ad ucciderlo, però, non è stato un incidente stradale o in infortunio sul lavoro. Questa volta niente di tutto ciò! Salvatore Nardi è morto per una puntura di calabrone, che non gli ha lasciato scampo, strappandolo, per sempre, all’amore ed all’affetto di familiari, parenti ed amici. Inutili i tentativi di rianimarlo dei soccorritori e del medico, così come vana è stata anche la corsa al pronto soccorso, dove il personale sanitario presente alla fine si è dovuto arrendere, constatandone il decesso e disponendo il suo trasferimento alla camera mortuaria per l’esame autoptico. La tragedia lunedì, a Turbigo. Nonostante fosse residente ad Oleggio, il paese del Castanese per Salvatore era come se fosse la sua seconda casa. Qui, infatti, assieme al fratello era stato titolare, per parecchi anni, della birreria “Tre Salti” (che, poi, avevano deciso di dare in gestione), noto locale alla periferia della cittadina, immerso nella natura e a pochi passi dal fiume Ticino. E qui, tra le tante persone che, oggi, lo piangono e che gli hanno e continueranno a volergli bene ed a ricordarlo, ha trovato una morte tanto drammatica quanto assurda. L’altro ieri mattina, il 38enne era proprio in compagnia del fratello quando è avvenuta la tragedia. I due, infatti, lavorano assieme e si trovavano a passare da Turbigo. “Salvatore era al volante del nostro camion, di quelli con il cassone telonato – ricorda con le lacrime agli occhi il fratello Giuseppe – quando è stato punto alla testa, all’altezza della tempia. Aveva male e, quindi, gli ho detto di accostare, così avrei guidato io. All’improvviso, però, mentre si trovava sul lato passeggeri, ha perso i sensi. Subito mi sono fermato nel parcheggio sul retro dell’ufficio postale turbighese, in via Fredda, per chiedere aiuto. Mio fratello non rispondeva più, aveva perso i sensi”. L’allarme è scattato, immediatamente, e dopo pochi minuti, sul posto, si sono portate un’ambulanza della Croce Azzurra di Buscate e l’automedica dell’ospedale di Busto Arsizio. Gravi le condizioni dell’uomo, che era, già, entrato in arresto cardiaco. I soccorritori hanno iniziato le procedure di rianimazione, prima di trasferirlo d’urgenza al nosocomio bustocco, dove, purtroppo, è arrivata la terrbile notizia. “Non c’è stato nulla da fare – continua Giuseppe – Salvatore ci ha lasciato per sempre. Come si può morire così, con una famiglia, dei figli e tanti progetti per il futuro ancora da realizzare. Per me era tutto, sempre insieme, al lavoro e a casa. Se mi guardo attorno tutto mi ricorda di lui, di noi due e, oggi, mi chiedo come farò ad andare avanti”.

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