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giovedì 24 giugno 2021 | ore 15:06

"Prego, si accomodi..."

'Zona gialla' che vuol dire anche ristoranti che possono riaprire e, soprattutto, riaccogliere i clienti ai tavoli. Siamo stati a 'L'antro della Sibilla' per parlare con il titolare.
Milano - Davide, titolare de  'L'antro della Sibilla'

La serranda alzata, Davide e il suo staff sono dentro, intenti a servire i primi clienti che sono già comodamente seduti; ma, intanto, eccone altri che arrivano e altri ancora che, invece, chiamano per prenotare. Perché la 'zona gialla' vuole dire anche ristoranti e bar che possono riaprire e, soprattutto, tornare a riaccogliere ai tavoli le persone. "Una bella sensazione - racconta il titolare de 'L'antro della Sibilla' di via San Gregorio a Milano - Riavere la gente nel locale, infatti, è un tassello importante per risolvere una parte delle problematiche del 2020 e provare a lasciarci Milano - 'L'Antro della sibilla'.1 alle spalle un anno davvero complicato. La partenza è stata buona, adesso speriamo che ci sia continuità e che, un po' alla volta, si riesca a recuperare quella normalità che è venuta a mancare". Dodici mesi, alla fine, davvero lunghi e difficili, dove la parola chiave per la maggior parte dei ristoratori è stata 'reinventarsi'. "Nel nostro caso, ad esempio - ribadisce - ci siamo attivati con l'asporto, che è stata per noi una vera e propria novità. La sera, quindi, nonostante tutto, abbiamo lavorato sempre grazie, appunto, al servizio di asporto, mentre nel weekend facevamo pure le consegne a domicilio". Modi differenti, dunque, di lavorare (e che per certi aspetti hanno funzionato), senza dimenticarsi, però, che per chi ha un'attività di ristorazione, Milano - 'L'Antro della sibilla' la presenza ed il rapporto diretto con la gente sono fondamentali e necessari. "Ovvio, vedendo quanto accaduto fino ad oggi (chiusure, poi aperture e di nuovo chiusure) la paura che possa succedere ancora c'è - conclude Davide - Purtroppo, in più occasioni, siamo stati additati come degli untori e questo ci ha penalizzato e fatto male. La domanda che ci passa in testa ormai da un anno è "come è possibile che in zona rossa determinate realtà, che svolgono la loro professione ancora più a contatto con le persone, possono funzionare regolarmente e, invece, ristoranti, pizzerie e bar devono abbassare le serrande?". Lo stesso per i periodi 'arancioni', noi sempre chiusi, mentre altri aprti. Praticamente soltanto in 'giallo' possiamo, almeno in parte, lavorare. Eppure ci hanno chiesto e obbligati a seguire una serie di misure di sicurezza e limitazioni e lo abbiamo fatto, ma, purtroppo, non è bastato". (Foto e video Eliuz Photography)

CLIENTI DI NUOVO AI TAVOLI

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