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venerdì 22 gennaio 2021 | ore 16:01

Il futuro di Accam

Nei dibattiti politici cittadini, periodicamente, fa la sua ricomparsa. La questione del futuro del consorzio Accam a cui aderiscono vari Comuni della zona.
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Nei dibattiti politici cittadini, periodicamente, fa la sua ricomparsa. La questione del futuro del consorzio Accam a cui aderiscono vari Comuni della zona per smaltire i loro rifiuti resta intatta. E, nell'ottica dei Comuni, bisognosa di chiarimenti sugli scenari che si potrebbero profilare per gli impianti di incenerimento di Borsano di Busto Arsizio. E se il consigliere del Movimento Cinque Stelle Emanuele Brunini vorrebbe vederci chiaro almeno su tre aspetti, ovvero tipologia dei rifiuti conferiti, territorio da cui provengono e traffico veicolare creato dagli impianti di incenerimento assumendo la giunta come tramite per reperirli dal consorzio, il sindaco di Magnago, Carla Picco, porta avanti un ragionamento più generale. Ed esordisce con un concetto che più chiaro non si potrebbe: se Accam dovesse fallire, si potrebbero profilare scenari spiacevoli. Per dare forza al suo ragionamento, Picco si ricollega all'assemblea dei soci di Accam che si è tenuta a Gallarate lo scorso mese di ottobre. "La società - spiega - versa in una situazione più che disastrata, e quindi è emersa al riguardo una manifestazione di interesse da parte dell'Amga di Legnano per cercare di venirle in soccorso, avrebbe dovuto essere della partita anche l'Agesp di Busto Arsizio ma poi ha a quanto pare fatto marcia indietro". Ricordando come "A tutt'oggi Accam non ha presentato il suo bilancio del 2019", il primo cittadino magnaghese ha, poi, gettato lo sguardo in avanti considerando cosa potrebbe accadere nell'eventualità in cui Accam fallisse. "Se dovesse accadere questo - prosegue - la strada si farebbe davvero misteriosa, non possiamo, come Magnago, fare finta di nulla perché quest'impianto lo abbiamo al confine, la questione non si ridurrebbe al solo perdere le quote di nostra proprietà". Picco ha, quindi, aggiunto che "Amga ha pensato a una manifestazione di interesse arricchita, dagli otto ai venti milioni di Euro, allargando il progetto anche ad altre società dell'ambito della gestione dei rifiuti", Ma, precisa, "se a quanto sembra Legnano è molto possibilista, io, invece, non faccio mistero di avere un certo scetticismo". Insomma, Magnago sta alla finestra con lo sguardo ben vigile per vedere che ne sarà del domani di Accam, pronta a muoversi di conseguenza a seconda di quanto si profilerà.

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