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mercoledì 21 agosto 2019 | ore 09:30

"Più voli notturni?"

Dal 'Bridge' ai vari sorvoli durante la notte: Francesco Gritta, consigliere di opposizione di Turbigo da Vivere, chiede dati e risposte precise sull'attuale situazione.
Turbigo - Aerei sempre più sopra le nostre teste

“Tutto tranquillo… Ma siamo proprio sicuri?”. Più che un semplice dubbio e una perplessità, è una vera e propria domanda quella che ormai da tempo (ancor di più dalla scorsa settimana, con la chiusura di Linate per tre mesi, fino al 27 ottobre, ed il conseguente trasferimento dei servizi e delle attività a Malpensa) risuona nella testa del consigliere di Turbigo da Vivere (sui banchi dell’opposizione in consiglio comunale), Francesco Gritta. E, alla fine, non è nemmeno l’unica. «Gli interrogativi, infatti, sono tanti – commenta – Perché la questione aeroporto non può e non deve passare sotto silenzio, anzi va affrontata in ogni sua singola specificità. Cosa che, purtroppo, fino ad oggi è stata fatta in maniera frammentaria o poco chiara”. Dalla situazione precedente al 27 luglio (giorno, appunto, dello spostamento) al cosiddetto Bridge, si chiedono, insomma, innanzitutto delle risposte e, poi, che queste siano finalmente precise e concrete. “C’è chi sostiene che tutto sia nella norma – continua Gritta – Beh… non sono per niente d’accordo e vi dico il perché. Allora, partiamo dai voli: si parla di qualcuno in più durante la notte, senza però citare dati ufficiali. Bene, da cittadino basta osservare quanto sta avvenendo per rendersi conto che tale operazione sta avendo ripercussioni maggiori. Ancora, non sappiamo realmente quale sia l’impatto di Malpensa sull’ambiente (quali inquinanti) e sulla nostra salute (manca un’indagine epidemiologica, che ho sollecitato in commissione comunale già anni fa; si tratta di una grave lacuna che dobbiamo assolutamente colmare). Per non parlare, inoltre, del fatto che Arpa ha registrato un inquinamento acustico (imputabile proprio agli aerei) superiore a 60 dB(A) in paese (questo quando il limite diurno è di 55 dB e quello notturno di 45dB; certo, è un problema storica, ma vogliamo affrontarlo come si deve)”. Ma non è finita qui. “Prendiamo tre semplici numeri, per esempio – conclude – 31, 34 e 13, più precisamente 31 sono i passaggi notturni che la centralina di Arpa, dislocata sulla scuola dell’Infanzia di via Plati, ha registrato mediamente da aprile ad ottobre 2018, 34, invece, i voli nella notte tra l’1 e il 2 agosto scorsi nel territorio turbighese e 13 quelli, sempre nella stessa nottata, che hanno attraversato la vicina Robecchetto, a pochi passi dalla zona Arbusta di Turbigo. Ora, visto che la matematica non è un’opinione 34 più 13 fa 47, cioé un aumento significativo nella fascia 23 – 6 rispetto alla situazione che c’era prima del Bridge. Da parte mia, allora, mi sono già attivato; proprio in questi giorni sto preparando una lettera da inviare agli enti competenti al fine di richiedere tutte le risposte alle varie domande e soprattutto i dati ufficiali, dai quali poter fare, poi, ogni ragionamento. Intanto, però, è necessario non abbassare la guardia e, in parallelo, cercare di creare un fronte comune tra le diverse realtà direttamente interessate dalla situazione”.

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