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lunedì 24 giugno 2019 | ore 21:15

Chiusura di Linate: una mozione di TdV

Dal 27 luglio al 27 ottobre l'aeroporto milanese chiuderà per una serie di interventi, con inevitabili ripercussioni su Malpensa e il territorio attorno. La richieste del gruppo civico Turbigo da Vivere, sui banchi dell'opposizione in consiglio comunale.
Milano - L'aeroporto di Linate (Foto internet)

Una serie di richieste chiare e precise (per la precisione tre). Un impegno che si chiede al sindaco ed alla giunta (in generale al consiglio comunale), perché la chiusura dell’aeroporto di Linate dal 27 luglio al 27 ottobre prossimi per il rifacimento dei 2.442 metri di pista e, quindi, lo spostamento dei voli e della maggior parte delle attività allo scalo di Malpensa, avrà inevitabilmente delle significative ripercussioni proprio nel nostro territorio. Serve, insomma, fare qualcosa e, soprattutto, provare a giocare d’anticipo rispetto alle date previste, al fine di avere un quadro dettagliato di ciò che sarà. Dalle parole ai fatti, ed è, allora, partendo da qui che il gruppo civico ‘Turbigo da Vivere’, sui banchi dell’opposizione nella massima assise cittadina, ha deciso di presentare una mozione mirata e specifica. “Da quanto si è appreso dai mezzi di informazione, infatti – scrivono – tale ‘stop’ (come reso noto dal neo amministratore delegato di SEA, Armando Brunini, lo scorso 12 febbraio) farà aumentare del 40% i passeggeri in transito a Malpensa (700 mila in più alla settimana, circa 100 mila al giorno, con i movimenti quotidiani sulla pista che saranno 6 mila settimanali, tra aerei in arrivo e in partenza, in alcuni casi con picchi di 900 movimenti giornalieri al venerdì ed al lunedì). Non solo, in quanto, contemporaneamente, ecco che avremo pure lo spostamento, temporaneo, di 400 dipendenti appunto da Linate allo scalo della Brughiera”. Beh… detto ciò, gli stessi consiglieri si sono, subito, attivati per mettere nero su bianco quanto accadrà tra pochi mesi e per richiedere, dunque, un intervento da parte degli amministratori locali. “Non dimentichiamoci, per esempio, che Turbigo si trova nelle immediate vicinanze dell’aeroporto – continuano – Ancora, che le analisi condotte da Arpa hanno dimostrato come l’inquinamento acustico, provocato dai velivoli in entrata o in uscita, abbia superato nel 2018 il limite di 60 dB(A) e che l’incremento del traffico aereo andrà ad intensificare gli effetti degli aeromobili sulla popolazione turbighese. Per non parlare, poi, dell’aumento del volume di passeggeri e merci che significherà un maggior quantitativo di acque reflue prodotte e, pertanto, un maggior carico inquinante sul depuratore di Sant’Antonino (una struttura che, nel corso del tempo, ha già presentato numerose criticità, segnalate e riscontrate in maniera ufficiale da Arpa Lombardia), fino all’incremento dei voli che avrà conseguenze sulla viabilità di quest’area e, quindi, anche sulla Statale 341 che attraversa il nostro Comune. Ecco perché, oggi, chiediamo al sindaco ed alla giunta di dare mandato agli uffici comunali preposti, affinché prendano contatti con le autorità ed enti competenti, per far sì che venga applicato il rispetto della fascia notturna (dalle 23 alle 6), che si intervenga, in modo concordato con il territorio, sulle infrastrutture esistenti così da gestire la crescita del traffico su gomma (oltre alle operazioni di verifica e, nel caso, di manutenzione sul ponte del Naviglio Grande, il tratto della SS 341 presenta almeno quattro punti critici - gli incroci con le vie Roma e Tre Salti, Volta e Fermi, Nosate e Lonate - dove si necessita una messa in sicurezza, pure tramite la realizzazione di rotatorie o incroci canalizzati) e, in ultimo, che si verifichi se è previsto il passaggio di treni merci diretti appunto a Malpensa lungo la tratta che insiste sul nostro paese e, nel caso, che quali materiali transiteranno”.

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