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lunedì 03 agosto 2020 | ore 14:00

Francia in piazza, da noi alla tastiera

Le ultime grandi proteste: nel 2003 contro la guerra, nel 2008 per la riforma sulla scuola. Poi, tutti a casa. A lamentarci, magari sui social, ma tutti a casa.
Rubrica 'Post Scriptum' - Protesta per la pace in Italia (da internet)

La Francia è uno dei paesi europei dove la benzina è più cara, anche se costa meno che in Italia. Da agosto a novembre, secondo i dati di Global Petrol Prices, il prezzo medio per un litro di carburante in Francia è stato di 1.55 euro, con un minimo di 1.49 il 12 novembre 2018 e un massimo di 1.59 toccato l’8 ottobre. Il prezzo medio nel mondo nello stesso periodo è stato di 1.41 euro. In Italia, dati al 12 novembre, un litro di benzina costa 1,65 euro. Da agosto a oggi il picco è stato raggiunto il 22 ottobre: 1,67 euro. La riforma del governo francese stabilisce che dal 1 gennaio il diesel aumenterà di 6.5 centesimi e la benzina di 2,9 centesimi. Ma se i nostri ‘cugini’ scendono in piazza, da noi nulla. E, giusto i giorni scorsi, ecco un’altra riflessione, quella dell’ex premier Romano Prodi: “Accettiamo cose che 30 anni fa non avremmo accettato. Europa impopolare perché non fa nulla, mentre Cina e Usa ci massacrano. Oggi - ha argomentato l’ex premier - si tende a giustificare la ‘differenza’ di stipendio fra chi guida le società e l’operaio standard, di 200 volte inferiore, e nessuno dice niente”. Ma attenzione, anche in Francia, la protesta è contro il Governo centrale, non contro l’Europa. E allora perchè adesso, in Italia, si accetta sempre tutto senza dire nulla? Sono anni (governi di destra, sinistra, giallo-verde) che quasi nessuno si fa sentire. Le ultime grandi proteste: nel 2003 contro la guerra, nel 2008 per la riforma sulla scuola. Poi, tutti a casa. A lamentarci, magari sui social, ma tutti a casa.

Le proteste in Francia

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