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lunedì 17 giugno 2019 | ore 19:42

L’Angio-OCT a Legnano

Strumentazione di ultima generazione in Oculistica. L’Angio-OCT rappresenta una metodica nuova non invasiva per lo studio delle patologie vascolari retiniche e delle maculopatie.
Legnano - Ospedale di Legnano, reparto di accettazione

L’Unità operativa di Oculistica dell’Ospedale di Legnano si è dotata di una nuova e rivoluzionaria apparecchiatura: l’Angio-OCT (con sistema Spectralis Heidelberg). “Questo strumento permette di studiare la retina nei suoi vari strati (OCT), assieme al flusso vascolare retinico e sottoretinico (Angiografia), senza usare mezzi di contrasto o radiazioni nocive alla salute del paziente, ottenendo delle immagini 3D ad alta definizione - afferma il Direttore del reparto, dottor Giuseppe Trabucchi -. Il sistema utilizza come “mezzo di contrasto” il fisiologico flusso del sangue all’interno dei vasi, evitando l’infusione endovenosa di colorante. Si tratta pertanto di una metodica assolutamente non invasiva, che può essere utilizzata anche in caso di gravi patologie cardiache, renali o epatiche e persino in gravidanza, senza alcun pericolo per la gestante o per il nascituro”. La risoluzione dell’Angiografia-OCT è inoltre maggiore rispetto all’angiografia convenzionale: permette infatti di distinguere in maniera estremamente dettagliata non solo il complesso vascolare retinico o coroideale, ma anche le loro anomalie e l’eventuale presenza di tessuto vascolare, dove normalmente assente. “L’Angiografia OCT senza mezzo di contrasto è utile soprattutto nelle malattie vascolari della macula e della retina, nelle trombosi venose della vena centrale, nelle trombosi delle branche della vena centrale, nella retinopatia diabetica, nelle degenerazioni maculari essudative e secche, retinopatie sierose centrali acute e croniche, neovascolarizzazioni sotto retiniche delle degenerazioni maculari legate all’età o alla miopia – riprende il dottor Trabucchi -. Quindi la metodica può essere impiegata nella gran parte delle malattie degenerative della macula, che sono nei Paesi industrializzata responsabili di gran parte dei problemi visivi nelle persone anziane. La scelta da parte dell’Amministrazione dell’Azienda Sociosanitaria Territoriale Ovest Milanese di acquisire uno strumento con le potenzialità descritte premia il nostro lavoro svolto in questi anni”. Ricordiamo che ogni anno l’Unità operativa di Oculistica legnanese esegue oltre 4500 tomografie a coerenza ottica (OCT), circa 2000 Fluorangiografie e circa 1600 trattamenti con iniezioni intravitreali di farmaci. La nuova strumentazione permetterà così una migliore qualità nella gestione del paziente, una diagnosi più precoce, un più attento follow-up e una terapia più adeguata e tempestiva. Ricordiamo inoltre che si è da pochi giorni concluso un importante congresso intitolato 'Occhio e diabete', promosso dall’ASST Ovest Milanese e svoltosi all’Una Hotel Malpensa, che ha riunito medici specialisti provenienti da tutta Italia. Il dottor Trabucchi, responsabile scientifico, ne illustra i temi salienti emersi dalla giornata: “La malattia diabetica è una patologia che sta diventando una vera e propria pandemia. Nel 2017 sono state circa 285 milioni le persone colpite nel mondo e nel 2030 la cifra raddoppierà. Le complicanze oculari derivano dalla persistenza delle alterazioni glico-metaboliche provocate dalla malattia. La retinopatia diabetica è la più importante complicanza oculare del diabete mellito e la più comune causa di cecità negli adulti in età lavorativa. Il 60% dei pazienti diabetici ha un rischio maggiore di sviluppare una cataratta”. Il convegno ha altresì messo in luce tutte le più importanti acquisizioni raggiunte in questi ultimi anni nel campo diagnostico e soprattutto le nuove terapie che unite ai trattamenti convenzionali fanno sì che un paziente diabetico oggi abbia una buona possibilità, se adeguatamente seguito, di preservare la vista. Per quanto riguarda la diagnostica, grande rilevanza è stata data all’esame del fondo oculare con le nuove apparecchiature Angio-OCT, proprio come quella sopra descritta. “I nuovi dati relativi alle terapie intravitreali hanno invece monopolizzato l’attenzione dei partecipanti – riprende il dottor Trabucchi -. In questo campo i progressi sono stati significativi anche per l’ingresso di nuovi farmaci Anti-VEGF e derivati del cortisone. Il ‘dialogo’ tra il paziente, l’oculista e il diabetologo è la base della migliore strategia terapeutica. Un ruolo importante è anche quello dell’infermiere, nel coordinare il percorso diagnostico terapeutico. La diagnosi precoce è quindi cruciale, hanno sottolineato gli oculisti intervenuti, in uno sforzo congiunto con i medici diabetologi. Infine la telemedicina, attraverso la retinografia digitale (un esame di semplice esecuzione che consente la refertazione a distanza) potrebbe far crescere il numero di pazienti che possono essere seguiti con più facilità, diminuendo il numero di accessi in Ospedale”.

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