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sabato 24 agosto 2019 | ore 06:12

Qualità dell'aria, a spese nostre

Regione Lombardia, in ossequio all’attuazione del piano strutturale per la riduzione delle emissioni ha introdotto alcune limitazioni permanenti.
Generica - Auto inquinanti (da internet)

Una decisione folle. Sragionata, illogica e anacronistica. Regione Lombardia, in ossequio all’attuazione del piano strutturale per la riduzione delle emissioni ha introdotto alcune limitazioni permanenti relative alla circolazione dei veicoli più inquinanti. Nello specifico gli autoveicoli Euro 0 benzina e diesel ed Euro 1 ,2 e 3 diesel saranno fortemente limitati o del tutto banditi. Si parla di limitazione permanente per tutti i mezzi sopracitati, ad eccezione dei diesel euro 3 che potranno circolare dal 1 aprile al 30 settembre. È una decisione, che, proprio nell’anno “dell’abolizione della povertà” sulle spalle dei lavoratori, si accanisce, ancora una volta, violentemente, su tutti quelli che faticano a tirare avanti ogni mese, in particolare le partite iva. Si tratta di un’imposizione che promette di migliorare la qualità dell’aria, lasciando fermi oltre 1,5 milioni di veicoli e obbligando i cittadini a spese impreviste e, nel più dei casi, insostenibili, che avranno ricadute sia sul mondo del lavoro che sul mercato delle auto. Non è mettendo fuori legge un determinato modello di macchina che si incentiva l’acquisto di una nuova vettura, possibilmente non inquinante, anzi, così facendo, si rischia soltanto di ridurre il parco auto lombardo. Non tutti avranno la possibilità di comperare un nuovo mezzo e chi tra questi aveva quell’unico mezzo per svolgere il suo impiego, ecco che pagherà oltremodo lo sfizio di chi vuole aria pulita, ma viaggia in Mercedes. Ma trattasi di scelta illogica per altri mille motivi. Non credo sia necessario un tecnico, per capire che chi ancora possiede determinati modelli Euro 3 e precedenti non lo faccia per passione o per nostalgia. Chi ancora possiede questi veicoli lo fa, evidentemente, perché non può permettersi altre auto. E stiamo parlando del pensionato che guida la panda del 1980 con la pensione minima o del giovane disoccupato che cerca lavoro con la vecchia Seicento. È una decisione che, oltretutto, va a ledere quel sacro diritto di proprietà, senza preavviso né incentivo e ci lascia inermi. C’erano infiniti altri modi per alimentare il culto del green, che ormai è più prossimo allo status di Religione che a quello di buon senso; tra questi, il più logico, di fornire sgravi e agevolazioni per l’acquisto di non inquinanti. Regione Lombardia, invece, ha preferito barattare la qualità della vita dei propri cittadini, da misurare in pane sul tavolo, con qualche grammo Co2 in meno e nuovi introiti fiscali, senza nemmeno possibilità di scelta.

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