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mercoledì 24 ottobre 2018 | ore 02:17

4 regole per essere 'leader'

Fate attenzione a non divenire 'tiranni'
Rubrica Solo Cose Belle - Essere leader (da internet)

Un clima di fiducia e di rispetto non possono che migliorare le condizioni e la resa di lavoro di un team. Ma questo dipende in primis da chi comanda. Ecco le regole per essere un buon leader

Instaurare un buon clima di lavoro, soprattutto all'interno del proprio team, è fondamentale. Lo devono tenere a mente i professionisti che ricoprono posizioni di comando, i quali soprattutto nei periodi di maggiore pressione e stress, possono facilmente perdere la pazienza, passando per despoti che non hanno stima dei propri collaboratori. Per dar vita a un clima di fiducia e di rispetto reciproco in ufficio, Hays - società leader nel recruitment specializzato – ha stilato una lista di consigli utili per coloro che desiderano essere buoni leader, senza rischiare di essere percepiti come tiranni.

Imparare a delegare: Quando si impartiscono ordini al proprio staff, chi è al comando deve trovare un giusto equilibrio tra il semplice delegare e l’incaricare i propri collaboratori, facendo capire loro l’importanza del progetto e, soprattutto, quanto sia fondamentale il loro apporto per la sua buona riuscita. Spesso i manager – a causa dell’eccessiva mole di lavoro – si limitano semplicemente a dettare o delegare un compito senza rendere veramente partecipe il team, rischiando così di demotivare le proprie risorse. Invece, è necessario coinvolgere il più possibile lo staff nel processo creativo, instaurando discussioni aperte sui compiti da svolgere e sul perché vadano portati a termine.
Ascoltare prima di giudicare: Quando si lavora sotto pressione è facile dare in escandescenza per un errore commesso da un proprio collaboratore, senza nemmeno lasciare il tempo al collega di chiarire il perché dello sbaglio. All’insorgere della criticità, i veri leader non devono semplicemente condannare, ma devono avere la capacità di ascoltare e dare l’esempio: l’errore va considerato come un’opportunità per insegnare, un esempio per fare in modo che lo stesso sbaglio non venga ripetuto in futuro, soprattutto per capire se il problema è sorto per una semplice distrazione o se alle spalle ci sono lacune in termini di skill e abilità del professionista.
Organizzare meeting e sessioni di coaching frequenti: Spesso chi è a capo di un team è oberato da scadenze, nuovi progetti da mettere in pista e mille incombenze. Questo però non deve far passare in secondo piano momenti di confronto e di scambio tra il manager e il proprio staff. Le review non dovrebbero essere trattate semplicemente come un'opportunità una tantum per evidenziare errori e debolezze, ma come una possibilità per i manager di discutere le performance dei collaboratori, complimentarsi e fornire una guida chiara e un supporto concreto su come lavorare insieme, affrontando le aree che necessitano miglioramenti.
Interessarsi attivamente alla vita dei propri collaboratori: È importante che un leader riconosca l’individualità delle persone che compongono il suo team e, per fare ciò, è bene andare oltre il superficiale rapporto di facciata che si instaura in molti ambienti lavorativi. La comunicazione è la chiave che permette di entrare in sintonia con lo staff; discutendo di diversi argomenti, anche non lavorativi, i canali di comunicazione tra manager e dipendenti vengono automaticamente ampliati, con un maggiore senso di sicurezza per entrambi. Con il passare del tempo, i discorsi che una volta avrebbero creato imbarazzo o insicurezza diventano più fluidi con beneficio per management e staff.

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