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lunedì 19 novembre 2018 | ore 01:28

"I tamburi a gloria di contrada..."

L'esperienza del Palio di Siena. Un nostro lettore era là in quei giorni e ci ha raccontato le emozioni che ha provato nel vivere in prima persona lo storico evento.
Eventi - Palio di Siena

“Dalla Torre cade un suono di bronzo: la sfilata prosegue fra tamburi che ribattono a gloria di contrade... e lo stupore che invade la conchiglia del Campo...” Così scriveva Eugenio Montale sul Palio nel lontano 1939. La cosa che più crea stupore è che a distanza di quasi 80 anni vivere il Palio provoca ancora le stesse emozioni del periodo. Una moltitudine di suoni forti, dai tamburi, ai colpi di pistola per la partenza fino a sentirsi liberare le “voci bianche” dei bambini che intonano le canzoni delle contrade. Una piazza gremita di gente che si trasforma in una tribuna da stadio nelle sue estremità, dedicate solamente ai senesi iscritti nelle contrade, mentre gli ospiti sgomitano tra le migliaia di persone al centro della piazza per poter osservare da vicino la corsa. Una tradizione che raggruppa in sè il significato di storia, cultura, attrazione e turismo Toscano. Che accompagna i visitatori della città in un mondo tutto “a sé”, circondandoli con canti goliardici e popolari e riempiendo non solo la piazza, ma tutto il centro storico che in questi periodi può proporre le più speciali prelibatezze enogastronomiche locali, oltre a prodotti tipici artigianali (bellissima e particolare la cravatteria dietro il Duomo). Vivere due giornate del palio è stata un esperienza unica che ha pochi eguali in termini di “eventi”. Al di là delle polemiche e delle preoccupazioni sulle condizioni dei cavalli protagonisti delle gare, è un evento che rende Siena meta internazionale e di conseguenza luogo d’interesse artistico e culturale. Ciò che mi ha più segnato di questa esperienza è stato proprio ciò che purtroppo si sta andando a diradare e sta scomparendo nei piccoli comuni (anche i nostri), ovvero l’importanza della tradizione. Beh... lo dico da castanese, sarebbe interessante riscoprire pure a Castano Primo, la mia città, quegli appuntamenti persi durante gli anni e magari, non solo riscoprirli, ma, con l’aiuto delle associazioni locali, rievocarli e ridare tono al paese, andando controcorrente al tentativo di omologazione del territorio che si sta portando avanti da qualche anno ad oggi.

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