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domenica 23 settembre 2018 | ore 12:57

Inverunese colpito dal 'West Nile'

Prima il ferrarese, poi sempre più vicino a noi, a Rho e Pregnana, ora anche Inveruno. Proseguono le segnalazioni di persone colpite dalla zanzara portatrice del West Nile.
Generica - Zanzara West Nile (da internet)

Prima il ferrarese, poi sempre più vicino a noi, a Rho e Pregnana, ora anche Inveruno. Proseguono le segnalazioni di persone colpite dalla zanzara portatrice del West Nile. Due uomini, infatti, sono stati ricoverati a Milano e provincia per aver contratto il virus della Febbre del Nilo ('West Nile'). Lo rende noto l'Ats Città Metropolitana di Milano. Il primo caso riguarda un uomo di 63 anni, residente a Milano e ricoverato presso il Policlinico. Il caso è in via di risoluzione. A Inveruno (Milano) è stato invece colpito dal virus un 80enne, ora ricoverato a Legnano. Per entrambi si parla di un "quadro clinico neuroinvasivo". Intanto, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha chiesto ai Comuni più efficaci "azioni di contenimento delle zanzare".

IL COMMENTO DEL SINDACO, SARA BETTINELLI
"È notizia di ieri sera che anche un nostro concittadino è ricoverato presso l’ospedale di Legnano a causa di una puntura della 'Zanzara del Nilo'. La profilassi presso l’ospedale è stata attivata. Oggi gli uffici comunali si attiveranno per avere indicazioni da Ats".

I SINTOMI PIU' COMUNI
La febbre West Nile (West Nile Fever) è una malattia provocata dal virus West Nile (West Nile Virus, Wnv), un virus della famiglia dei Flaviviridae isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto West Nile (da cui prende il nome). Il virus è diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America.
I serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare (più frequentemente del tipo Culex), le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo.
Il periodo di incubazione dal momento della puntura della zanzara infetta varia fra 2 e 14 giorni, ma può essere anche di 21 giorni nei soggetti con deficit a carico del sistema immunitario.
La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Fra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana, e possono variare molto a seconda dell’età della persona. Nei bambini è più frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Negli anziani e nelle persone debilitate, invece, la sintomatologia può essere più grave.
I sintomi più gravi si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (1 persona su 150), e comprendono febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Alcuni effetti neurologici possono essere permanenti. Nei casi più gravi (circa 1 su mille) il virus può causare un’encefalite letale.

AZIONI MESSE IN CAMPO - "Le ATS - ha aggiunto - hanno inviato a tutti i sindaci del territorio di competenza la circolare regionale che conferma anche per il 2018 la necessita' di disporre un sistema di sorveglianza capace di identificare l'eventuale insorgenza di fenomeni importanti/focolai e quella di intensificare la strategia comunicativa per il contenimento delle zanzare. I Comuni sono stati, pertanto, invitati a mettere in atto azioni incisive di prevenzione rivolte al contrasto e al contenimento delle zanzare in particolare di quelle del genere Aedes. Inoltre, la procedura prevede che in caso di segnalazione di infezione da West Nile virus venga inoltrata al Sindaco del
Comune interessato una nota in cui viene data comunicazione del caso e richiesto intervento di ulteriori misure e azioni di prevenzione e azioni di informazione nei confronti della popolazione".

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