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giovedì 19 luglio 2018 | ore 11:35

Italia e USA... vi prepara Davide

Davide Ferioli, 29 anni di Castano Primo, e le esperienze tra Varese, Stati Uniti d'America e adesso Reggiana come preparatore atletico. Il basket la sua passione.
Storie / Sport - Davide Ferioli durante l'esperienza americana

La palla a spicchi è sempre stata la sua grande passione. Palestre, campi e palazzetti, invece, le sue seconde case. E i primi passi nel mondo del basket li ha mossi proprio da giocatore, per poi avvicinarsi alla parte atletica e diventarne un punto di riferimento. Dall’Italia all’estero e ritorno, quando hai da preparare i giocatori e la squadra, beh… mettiti nelle mani del castanese Davide Ferioli e stai certo che i risultati sono praticamente garantiti. In fondo diversamente non potrebbe essere per uno che, nonostante la giovane età, ha già all’attivo diversi articoli scientifici pubblicati su autorevoli riviste di settore, oltre a collaborazioni con alcune delle più importanti realtà d’Oltreoceano, come i Boston Celtics e i San Antonio Spurs. “Fin da quando ero piccolo - racconta il 29enne di Castano Primo - Storie / Sport - Davide durante la sua attività di preparatore atletico ho sempre giocato a pallacanestro; ho cominciato alla Stella Azzurra, la società della mia città, e successivamente mi sono trasferito nelle giovanili del Varese. Sport e studio andavano, alla fine, di pari passi, fino alla laurea, ottenendo un dottorato di ricerca”. Un primo importante traguardo, perché da lì in avanti è stato un susseguirsi di esperienze e riconoscimenti. “Ho avuto la fortuna di lavorare al centro di ricerca Mapei Sport per la valutazione funzionale di atleti professionisti di pallacanestro e calcio e per il monitoraggio dei carichi di lavoro di squadre professionistiche di basket – continua Ferioli – E tra il 2014 e quest’anno assieme c’è stata anche la mia prima vera attività nel mondo cestistico come preparatore fisico della Robur et Fides Varese. Stagioni significative sotto ogni aspetto e punto di vista, che mi hanno fatto crescere e maturare ulteriormente”. L’Italia, insomma, per iniziare, quindi ecco contemporaneamente il trasferimento negli USA e qui una nuova avventura in qualità di assistente preparatore della squadra di basket e football della University of Northern (Ncaa Division I). “Mesi impegnativi, ma belli - spiega - Ho potuto, infatti, conoscere da vicino e vivere in prima persona metodi e programmazioni differenti da quelle che siamo abituati a vedere da noi. Un esempio: la sveglia è prestissimo, alle 4.30, allenamenti dalle 5 - 5.30 alle 7.30 e poi si va a scuola, per riprendere l’attività terminate le lezioni”. Fino al futuro più recente che sta per prendere il via con la Pallacanestro Reggiana in serie A. “C’è emozione, certo - conclude - Però c’è di pari passo la consapevolezza e la convinzione di volermi mettere in gioco con tanto impegno e determinazione per fare bene”.

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