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martedì 11 dicembre 2018 | ore 00:11

Di nuovo in sella: "Vado a Capo Nord"

Cristian Malagnino (costretto a vivere senza un braccio, amputatogli dopo un infortunio sul lavoro) è pronto ad un'altra impresa. Raggiungerà la Norvegia in bicicletta.
Turbigo - Cristian Malagnino

“Spesso le barriere più grandi sono nella nostra testa. Basta crederci, basta volerlo e si riescono a superare”. Prima l’Italia, poi Capo Nord, perché quando c’è da mettersi in gioco Cristian non è certo uno di quelli che si tira indietro. Anzi. La forza di volontà e la grinta che sono più forti di tutto e di tutti e la disabilità (costretto, infatti, a vivere senza il braccio destro, amputatogli diversi anni fa dopo un terribile infortunio sul lavoro) , alla fine, diventa un’occasione e un’opportunità di ulteriore crescita personale. Bici a posto, zaino pure e così ogni cosa necessaria, allora, e si parte di nuovo, stavolta diretto appunto in Norvegia. “C’è chi la chiama impresa – racconta lo stesso Cristian Malagnino – Io, invece, preferisco definirla una sfida, in modo particolare con me stesso. Era da qualche tempo che ci pensavo e adesso questa nuova esperienza si sta per concretizzare”. Dopo, insomma, il nostro Paese attraversato da nord a sud, andata e ritorno, proprio nei mesi scorsi, eccolo pronto a salire ancora in sella alla sua ‘due ruote’ (il suo cavallo bianco, come l’ha ribattezzato) per raggiungere Capo Nord. E come nella precedente avventura, anche stavolta sarà completamente da solo. “La partenza sarà sempre da Turbigo, il mio paese (molto probabilmente a maggio) – continua – Ho calcolato, quindi, che mi aspettano all’incirca 4700 chilometri, ma niente gare contro il tempo, bensì voglio godermi il viaggio in ogni suo istante, fermandomi nei vari posti che attraverserò per visitarli e conoscerli”. Il percorso, poi, è stato strutturato in due parti: l’andata, passando per la Svizzera, la Germania, l’Austria, l’Ungheria, la Slovacchia, la Polonia, la Lituania, la Lettonia, l’Estonia, la Finlandia e arrivando dunque in Norvegia. “Mentre il ritorno – spiega – mi vedrà superare la Svezia, ancora la Germania, i Paesi Bassi, il Belgio, la Francia, la Spagna, il Portogallo, la Francia e il rientro in Italia. Facendo una tabella di marcia e tenendo conto di percorrere giornalmente attorno ai 70 chilometri (dipenderà, comunque, da quanto incontrerò sul tragitto; meteo, eventuali problemi meccanici, stanchezza, ecc…) dovrei riuscire a portare a termine l’esperienza in 8 – 10 mesi. La cosa più importante, infine, è l’obiettivo del viaggio: ho deciso di raccogliere, infatti, fondi da devolvere successivamente a realtà o strutture che si occupano di cure e terapie per malattie gravi (sto valutando in questi giorni a chi donare il ricavato) e per farlo mi appoggerò ad una piattaforma di crowdfunding. Non nego che ci sia un po’ di emozione per questo appuntamento e con il passare del tempo crescerà sempre di più. Grazie a chi mi sta sostenendo (la famiglia, gli amici e ho trovato pure un primo sponsor; spero che ne arrivino altri), sentire il calore e l’affetto delle persone è una marcia in più”.

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