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martedì 07 luglio 2020 | ore 18:01

L’eredità di Chernobyl

Cuggiono - Incontro con Yuri Bandazhesky 2016

Una testimonianza forte, sincera, ‘vera’. Direttamente dal cuore della catastrofe di Chernobyl, in Ucraina, che esattamente trent’anni fa scosse il mondo con l’incubo radiottivo. Ma se per molti di noi è un episodio degno dei libri di storia, per le popolazioni locali è una drammatica attualità che continua a mietere vittime innocenti. Dopo una visita a Cuggiono già sei anni fa, è tornato ad incontrare i cuggionesi uno dei medici più fortemente impegnati nel curare e raccontare questa tragedia, il professor Yuri Bandazhesky, anatomopatologo presso il Centro ‘Ecologia e Salute‘. Ad accompagnarlo, Massimo Bonfatti dell’ associazione ‘Mondo in Cammino’: “Fino a dieci anni fa la nostra associazione ha cercato di far ospitare a famiglie italiane molti bambini delle aree dell’Ucraina interessate - ci spiega - Per circa un mese all’anno, siamo riusciti ad offrire soggiorni salubri a circa 250 bambini e bambine, fino ai 13 anni, permettendogli di soggiornare in luoghi più salubri ed accoglienti. Negli anni abbiamo ospitato anche molti bambini sfuggiti alla tragedia di Beslam e dai conflitti multietnici russi”. Il noto professor Bandazhesky ha fatto tre incontri, entrambi molto suggestivi, per continuare a testimoniare ciò che ancora accade: sia alla scuola primaria che a quella secondaria, ma anche in un incontro pubblico presso la Sala della Comunità. “Il vero dramma di Chernobyl sta solo iniziando - ci ha detto - ci sono tantissime patologie da studiare e curare, per questo risulta complesso immaginare il futuro. Non potrà mai dimenticare quel giorno, ero in un’università di una città poco distante, non vi era vento, ma l’aria era strana e gli uccelli volavano e si agitavano in un modo che non dimenticherò mai”.

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