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venerdì 19 luglio 2024 | ore 17:47

"La terza pista non la vogliamo"

Il "No" forte e chiaro si è alzato di nuovo anche l'altro giorno. Uniti per una Turbigo da Vivere al lavoro con una mozione, proposte e incontri con la cittadinanza.
Turbigo - Uniti per una Turbigo da Vivere "No terza pista"

“No alla terza pista”. Il messaggio si è alzato ancora una volta forte e chiaro. Uno striscione, semplicissimo, là in mezzo alla gente e quell’unica frase che vale certamente più di mille parole o discorsi. Non hanno mai smesso di ripeterlo, di nuovo sono tornati a farlo anche l’altro pomeriggio durante l’inaugurazione della nuova piazza Madonna della Luna di Turbigo. Sul palco, il vicepresidente della Regione Lombardia Mario Mantovani (tra le autorità invitate alla cerimonia), sotto “Uniti per una Turbigo da Vivere” (gruppo d’opposizione in consiglio comunale), ma anche diversi cittadini. Tutti insieme per esprimere la loro contrarietà ad un’opera altamente impattante e dannosa. “Il territorio e la sua gente devono essere salvaguardati – dice Marco Cagelli, capogruppo, appunto, di “Uniti per una Turbigo da Vivere – La sicurezza, la salute, l’impatto ambientale e il rumore, di osservazioni ne sono state preparate ed inviate diverse fino ad oggi; tanto si è fatto, però tanto si può e si deve ancora fare, muovendoci anche attraverso le vie legali laddove ve ne siano gli estremi”. “La terza pista non la vogliamo – è stato il coro unanime dietro ed accanto a quello striscione – Un simile progetto vuole dire far morire completamente quest’area, aggiungendo ulteriori criticità a ciò che già abbiamo”. Da quanto emerso, infatti, a Turbigo, le rotte della terza pista dovrebbero interessare una zona significativa del centro (per intenderci l’area compresa tra la via Fredda, poi la sede del palazzo Municipale e, infine, sopra e attorno alla centrale termoelettrica) e con gli aerei che saranno più bassi con le conseguenze a livello di inquinamento e rumore che si andrebbero ad aggiungere alle situazioni che, quotidianamente, il Castanese deve sopportare: i velivoli che oggi passano sopra le nostre teste, ancora il traffico veicolare sulla Statale e quello ferroviario interno al paese, solo per citarne alcune. “La nostra attenzione è sempre massima – conclude Cagelli – Proseguiremo gli incontri con le altre realtà associative e politiche locali, in parallelo stiamo studiando una mozione per richiedere un momento di confronto con i consiglieri regionali da fare alle scuole Medie, ma all’aperto proprio sotto le rotte attuali così che si capisca realmente cosa significa vivere quotidianamente con questa realtà. Ancora, vogliamo proporre alla Regione di utilizzare la stessa quantità di denaro prevista per l’opera per rivitalizzare il territorio con interventi specifici a favore della gente e del lavoro per quanto concerne l’edilizia pubblica. Evitare, insomma, il consumo di suolo, ridurre i consumi energetici e adottare protocolli di sostenibilità, una parte nel pubblico e una parte nel privato come altre regioni fanno”.

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Memoria corta

Cari turbighesi, ci ricordiamo perchè quella piazza è stata fatta o no? Ci ricordiamo di come l'amministrazione ha gestito la questione del raddopio della ferrovia, scegliendo ottusamente la soluzione peggiore per il paese senza prestare la minima attenzione a quello che chiedevano i cittadini (ovvero l'interramento della ferrovia)?
Ci ricordiamo che quella piazza non è un gran risultato dell'amministrazione, ma il premio di consolazione, o forse sarebbe meglio dire la pietra tombale, per la devastazione che le ruspe di FNM stanno compiendo in paese?
Ci ricordiamo che quella piazza si chiamava Primo Maggio per rendere un modesto omaggio ai tanti lavoratori, imprenditori ed operai, che nel passato hanno reso Turbigo un paese florido, e che l'amministrazione ha preferito cancellare quell'omaggio per una Madonna di cui la quasi totalità della gente ignora l'esistenza?
Ci ricordiamo le tante parole spese a tutela del territorio, e l'impegno solennemente preso dall'amministrazione contro la terza pista, che peggiorerà molto la situazione del paese? E ci ricordiamo che, come già detto da qualcuno, il nuovo governo regionale ha detto chiaramente si alla terza pista e all'ampliamento di Malpensa? E ci ricordiamo che di quel governo è vice-presidente proprio Mantovani?
Dove sta il rispetto in tutto questo? Rispetto non per Cagelli o gli altri contestatori, ma RISPETTO PER I CITTADINI? Cittadini che non sono solo quelli presenti quella domenica, ma anche i molti (decisamente la maggioranza!) che delle inaugurazioni se ne infischiano, e che anzi, magari, sono disgustati dal presenzialismo di chi è molto bravo a promettere ma meno a mettere in pratica, e che ritengono che in una congiuntura come quella attuale sarebbe il caso di risparmiare i soldinio dei contribuenti o spenderli per cose più utili delle inaugurazioni.
Queste e altre considerazioni avrebbero suggerito, a degli amministratori illuminati, non dico di non inaugurare una piazza nata in un simile contesto, ma magari una cerimonia più sobria, destinandone le risorse a cose più utili.
Ma siamo a Turbigo...
Poi, a chi sostiene che "la contestazione di domenica è stata uno dei momenti più bassi della recente vita politica di Turbigo", lo invito a partecipare ai Consiggli comunali di Turbigo: li potrà ben rendersi conto di come il paese è governato, e di momenti bassi ne potrà vedere quanti ne vuole!

Rispetto istituzioni

Sono l'ing. Cagelli e ringrazio per il punto di vista da "inquinamento acustico" della nostra manifestazione. In primis evidenzio che la festa prima e dopo i due momenti non ha visto contestazioni: le bande hanno potuto suonare (anche se la nostra Cittadina ha fatto meglio), la popolazione ascoltare.
Spero che chi mostra qui dissenso e attenzione verso quanto avvenuto domenica scorsa, possa anche partecipare con frequenza al Consiglio Comunale. Perchè avrebbe scoperto che di rispetto per le istituzioni, ne abbiamo sempre mostrato. Tant'è vero che da un anno e mezzo chiediamo di "rendere conto" dei permessi di cambio di toponomastica e di spostamento della statua, così come di controllo sulla qualità e tipologia di materiali. Ma le risposte non sono arrivate, se non dalla bocca del sindaco pro tempore che domenica ha definito "cavilli burocratici" le norme che avrebbe dovuto rispettare. Ora se lei vuole cambiare il colore alla facciata di casa deve chiedere permessi e deve rispettare i termini. All'Amministrazione tutto è concesso, anche di andare oltre tali limiti? E' questo l'esempio di educazione e democrazia che vogliamo far passare? Che l'Amministrazione tutto può? Avrà certamente notato che la statua non c'era, eppure con la scusa di dover aprire la piazza ai Turbighesi hanno inaugurato. Poi si scopre che in realtà la piazza doveva essere data alle FNM (almeno il parcheggio) per consentire i lavori di raddoppio in sede (basta osservare il cartello affisso in stazione). Il rispetto credo sia anche delle Istituzioni per il cittadino, oppure secondo lei non è dovuto? Per quanto riguarda Malpensa, l'Amministrazione con "rispetto" invita il vicepresidente della Regione all'inaugurazione a pochi giorni di distanza dall'avvenuto voto favorevole al Master Plan (terza pista inclusa). Cosa avremmo dovuto fare? Portare rose e fiori a chi vuole far morire la nostra comunità? Dopo le migliaia di osservazioni, gli articoli di giornale, la delibera all'unanimità del Consiglio Comunale? Se per farsi ascoltare serve uno striscione e un po' di baccano, ben venga. La ricerca dei consensi, tanto perseguita da chi attualmente amministra, può diventare un idolo a cui piegare tutte le proprie azioni e il nostro gruppo mette Turbigo prima di tutto, anche del consenso. Perchè crediamo che la difesa del territorio e della comunità siano prerequisiti alla politica e non orpelli da mostrare a convenienza.
Se poi riterrà opportuno confrontarsi, in redazione hanno i miei riferimenti.

Inquinamento acustico #2

Gentile Alessio,

non metto in dubbio il doveroso diritto di cronaca e l'esercizio che ne avete fatto negli anni, come anche il sacrosanto diritto di esprimere pareri diversi. Senza volere citare Voltaire, non è qui il caso, ma è giusto che il dissenso trovi espressione.
Quando però l'espressione del dissenso sconfina nella mancanza di rispetto delle istituzioni e nella maleducazione, mi chiedo se non diventi controproducente per gli stessi manifestanti. A loro va bene? A me no. E come a me alla stragrande maggioranza dei presenti domenica in piazza a Turbigo.
Ecco, la stragrande maggioranza, come è stato evidente a tutti i presenti. Giornalisti compresi. Se dovere di cronaca deve essere, allora che si dica realmente che i manifestanti erano un numero esiguo. Dall'articolo sembra il contrario.
Resta il fatto che contestare non è mai facile, soprattutto quando si cerca una ribalta altrimenti negata. Se però si vuole avviare un dialogo costruttivo con le istituzioni, la prima regola è rispettarle. Qualcuno lo dica a Cagelli ed ai suoi.
Era un'occasione di festa, oltre all'inaugurazione della piazza c'erano 5 bande musicali, c'era la premiazione per un'importante ricorrenza della banda musicale di Turbigo. C'erano molti bimbi. L'intento era di rovinare tutto ciò? Bell'esempio per le future generazioni...

La redazione di Logos

Vorrei rispondere per l‘ultima parte del primo commento pubblicato dove siamo presi in considerazione quando si dice che l‘articolo non tiene conto del parere della gran parte della cittadinanza: mi hanno sempre insegnato che il compito di un giornalista è raccontare e riportare fatti, eventi, opinioni o considerazioni (possano questi essere una o più di una e ovviamente dopo che siano state verificate) e questo come giornale abbiamo fatto anche stavolta. Sempre, poi, almeno attraverso gli spazi sul nostro sito internet o dalle pagine del nostro giornale cartaceo, si è cercato di dare voce a tutti come è ben testimoniato leggendo i vari articoli pubblicati in questi anni. Alessio Belleri

Inquinamento acustico

A mio parere hai perso di vista il tema dell'articolo, ovverosia il pericolo reale che il Castanese venga devastato ancor di più con la messa in opera del Masterplan di Malpensa (nel quale è contenuta ANCHE la terza pista).
La percezione della contestazione (alla quale non ho partecipato per non essere messo in qualche "categoria"), è un fatto soggettivo, ad esempio a me non ha dato fastidio e neanche (a mio parere), l'ho considerata inquinamento acustico, a differenza della voce dell'On. Mantovani, il quale dopo aver votato con parere favorevole al via ai lavori del Masterplan ha presenziato all'inaugurazione di una piazza nel Comune che soffrirà maggiormente questa scelta.
Quindi mi sono sentito anche un pò preso in giro dalla sua presenza.
Naturalmente questa è solo la mia personale opinione.

ribadisco

non era né il posto né il modo

Inquinamento acustico

La contestazione di domenica è stata uno dei momenti più bassi della recente vita politica di Turbigo. Ha un bel dire l'ing. Cagelli, se vuole avere ascolto dagli interlocutori che ha citato deve prima avere rispetto delle istituzioni. Io - e tutti i presenti escluso il ridotto numero di contestatori - ho sopportato con fastidio crescente le intemperanze verbali della banda guidata dall'Ing. Cagelli. Se volevano farsi riconoscere hanno avuto successo, ma in negativo. L'unico inquinamento percepito domenica pomeriggio è stato quello acustico provocato da quei pochi maleducati.

Qualora non l'avesse capito, domenica con il loro agire hanno perso voti e dato una visibile dimostrazione di quale sia il modo sbagliato di fare politica.

L'articolo non tiene conto del parere della gran parte della cittadinanza, che non condivide il pensiero e l'agire politico dell'Ing. Cagelli.

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