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giovedì 18 agosto 2022 | ore 01:18

Concorso letterario Scampini

In ricordo di Emilio Scampini:insegnante e grande intellettuale
Magnago-Concorso letterario Scampini

Premiati i vincitori della terza edizione del concorso letterario ‘Emilio Scampini’. La commissione esaminatrice, composta da Renato Peroni, Consigliere Comunale delegato alla Cultura, Malombra Scampini, figlia dello scrittore, Graziamaria Malosetti, Consigliere Comunale delegato all’integrazione scolastica, Eugenia Gavani e Gloria Borsa, in rappresentanza delle Associazioni locali, tra i numerosi lavori presentati (31 autori in totale) hanno così scelto: nella sezione dedicata agli studenti il primo premio, di 250 euro, è andato a Valentina Gritta, seguita da Gabriele Santamaria (premio da 150 euro), entrambi di Magnago, mentre per quanto riguarda gli adulti hanno ricevuto il premio Giorgio Bonazza (250 euro) di Castano Primo, Piero Adobati (150), anche lui castanese, ed Annamaria Grassi (100), di Magnago. A tutti i partecipanti sono stati donati il libro ‘Capolavori del ‘500 lombardo’, edito dal Touring Club, ed il volume ‘Tesori Nascosti - 2007’, del Polo Culturale del Castanese. Malombra Scampini ha voluto, invece, regalare ai vincitori un libro di poesie scritte dal padre.

In ricordo di Emilio Scampini:
insegnante e grande intellettuale

Emilio Scampini, nella sua vita, è stato un importante personaggio del mondo intellettuale e della vita di Magnago e del territorio. Insegnante di scuola Media e preside, negli anni ‘30 e nei primi anni ‘40, un giovane Scampini, che era nato nel 1919, ha deciso di proseguire ed ultimare i suoi studi lontano da Bienate, sua città natale, prima a Venezia, dove ha completato il Liceo Classico, e poi a Padova e Milano per l’Università. Già in quel periodo aveva iniziato le sue prime esperienze come direttore e regista di piccole compagnie filodrammatiche di studenti. Un mondo che, fin da subito, lo aveva appassionato a tal punto che, una volta adulto, ha vestito i panni di regista teatrale, soprattutto a Varese e Busto Arsizio, e di aiuto regista nel teatro lirico, lavorando alla ‘Fenice’ di Venezia. Oltre a questo, si ricorda, dagli anni ‘30 fino al giorno della sua morte (avvenuta nel 2004), una significativa attività letteraria, come drammaturgo, poeta, narratore, saggista, critico, collaboratore di riviste e giornali di cultura, nonché fondatore e direttore della rivista di lettere ed arti ‘Ora, non dopo’. I suoi ultimi due libri, ‘I 23 racconti del Ticino’ e ‘Valle Intelvi segreta’, sono stati pubblicati postumi dai suoi familiari. Un personaggio importante sul palcoscenico letterario che viene ricordato con grande affetto dalla comunità.

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