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Sempre più imprese lombarde scelgono la strada della Composizione negoziata della crisi per affrontare difficoltà economiche, finanziarie e patrimoniali senza arrivare al fallimento. I dati diffusi dalla Camera Arbitrale di Milano raccontano infatti una crescita significativa delle istanze presentate nel 2025: sono state 404 contro le 261 del 2024, con un incremento del 55% in un solo anno.
Anche a livello nazionale il fenomeno è in forte crescita: le istanze depositate sono passate da 1.048 a 1.776 (+69%). La Lombardia si conferma però la regione trainante, rappresentando da sola il 23% del totale italiano dal momento dell’avvio del servizio, nel novembre 2021. Su 3.956 istanze nazionali complessive, ben 916 arrivano infatti dal territorio lombardo.
“La Composizione Negoziata rappresenta una leva concreta per le imprese in difficoltà: uno strumento che consente di prevenire il default e di salvaguardare, per quanto possibile, la continuità aziendale”, ha spiegato Rinaldo Sali, vicedirettore generale della Camera Arbitrale di Milano e referente del servizio per le imprese lombarde. “È fondamentale promuovere un cambio di paradigma e rafforzare il fare sistema tra istituzioni, associazioni di categoria e ordini professionali, per accompagnare le imprese a cogliere tempestivamente le opportunità offerte dalla gestione anticipata della crisi”.
La Lombardia guida quindi la classifica italiana davanti a Lazio, Emilia-Romagna, Veneto e Toscana. A livello territoriale, è la provincia di Milano a concentrare oltre la metà delle istanze regionali: 209 pratiche su 404 totali. Seguono Brescia, Cremona-Mantova-Pavia, Bergamo, Como-Lecco e Varese.
A scegliere la procedura sono soprattutto società a responsabilità limitata: rappresentano il 72% delle imprese che hanno presentato domanda. Più della metà delle istanze arriva inoltre da microimprese con meno di dieci dipendenti, segno di quanto anche le realtà più piccole sentano la necessità di strumenti per affrontare situazioni di crisi.
Tra i settori più coinvolti spicca il manifatturiero, che da solo rappresenta oltre il 30% delle richieste. Seguono commercio, costruzioni e immobiliare. Presenti anche turismo, servizi professionali, agricoltura, trasporti e telecomunicazioni.
Importante anche il dato relativo ai posti di lavoro salvaguardati. Nel solo 2025, grazie agli esiti positivi delle procedure, in Lombardia sono state risanate 66 imprese, permettendo di preservare 2.539 posti di lavoro. A livello nazionale i lavoratori coinvolti sono oltre 14 mila.
La procedura di Composizione negoziata, introdotta dal Codice della Crisi e dell’Insolvenza entrato in vigore nel 2022, è volontaria e punta ad aiutare l’imprenditore a trovare soluzioni sostenibili attraverso il dialogo con i creditori. Figura centrale è quella dell’esperto negoziatore, professionista incaricato di facilitare il confronto tra le parti e accompagnare l’azienda verso il risanamento.
In Lombardia operano oggi 878 esperti iscritti negli appositi elenchi: il 78% sono commercialisti, il 19% avvocati. Un sistema che, numeri alla mano, sta diventando sempre più strategico per accompagnare le imprese nei momenti di difficoltà e trasformare una crisi in una possibile occasione di rilancio.
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