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mercoledì 22 aprile 2026 | ore 12:22

Welfare aziendale, nove lavoratori su dieci non si sentono coinvolti

Il benessere diventa leva strategica: roadshow a Bari per ripensare le politiche HR.
Commercio - Welfare aziendale

Cresce il divario tra aziende e lavoratori, e i numeri raccontano una realtà che non può più essere ignorata. In Europa, l’88% delle persone si dichiara distante dai valori aziendali, mentre a livello globale il coinvolgimento sul lavoro è sceso al 20%, il dato più basso degli ultimi anni. Una disaffezione che non è solo culturale, ma che ha effetti concreti: secondo le stime, nel 2025 la perdita di produttività ha raggiunto i 10 trilioni di dollari.

Un segnale chiaro di come il welfare aziendale, se vissuto come semplice obbligo, rischi di trasformarsi in un’occasione mancata. È il fenomeno del cosiddetto “carewashing”, ovvero la distanza tra ciò che le aziende dichiarano in termini di benessere e ciò che le persone sperimentano ogni giorno. Un disallineamento che si traduce in scarso clima aziendale e motivazione ridotta.

Proprio per rispondere a questa sfida, prende il via da Bari il 23 aprile un roadshow dedicato all’evoluzione del welfare aziendale, promosso da Zeta Service insieme a Zeta Service Lumina, in collaborazione con Satispay. L’appuntamento, ospitato all’Hotel The Nicolaus, è rivolto a imprenditori, manager e professionisti delle risorse umane con l’obiettivo di offrire strumenti concreti per costruire politiche davvero efficaci e utilizzate.

“Va superata una visione meramente adempitiva. Gli strumenti vanno sfruttati come opportunità per garantire un reale benessere economico alle persone”, spiega Emanuela Molteni, consulente del lavoro di Zeta Service Lumina. Un approccio che guarda alle novità normative non come vincoli, ma come occasioni per innovare, migliorare l’organizzazione e rafforzare l’attrattività verso i talenti.

Al centro del confronto anche i nuovi strumenti, dai flex benefit all’innalzamento del limite dei buoni pasto a 10 euro, sempre più strategici per sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori e ottimizzare i costi per le imprese.

A portare uno sguardo più ampio sul tema sarà anche l’avvocata e attivista Cathy La Torre, con un intervento dedicato al welfare come leva di equità e inclusione. Un’occasione per riflettere su come le aziende possano diventare protagoniste di un cambiamento sociale, partendo proprio dall’interno.

“In soli due anni abbiamo dimostrato che fare welfare in modo diverso non solo è possibile, ma funziona”, sottolinea Michela Cosa, Welfare Corporate Regional Manager di Satispay. “La vera sfida oggi è culturale: le imprese che stanno vincendo sono quelle che hanno trasformato il welfare in parte integrante della propria strategia di crescita”.

In un contesto economico in continua evoluzione, il messaggio è chiaro: il benessere delle persone non è più un’opzione, ma la condizione necessaria per costruire organizzazioni solide, attrattive e capaci di guardare al futuro.

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