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Si è svolta questa mattina una conferenza stampa durante la quale il Sindaco Luca Del Gobbo e l’Assessore all’Urbanistica Simone Gelli hanno illustrato uno degli interventi più rilevanti degli ultimi anni per lo sviluppo della città.
Al centro dell’incontro, l’adozione del Piano Attuativo dell’ambito di rigenerazione urbana AR2 “Area ex Novaceta”, ufficializzata dalla Giunta comunale con la delibera n. 103 del 7 aprile 2026. Il progetto prende così forma concreta e rappresenta un passaggio strategico per la riqualificazione di una vasta area dismessa.
L’intervento prevede la realizzazione di un campus tecnologico per Data Center articolato su cinque edifici, per una superficie complessiva di circa 130 mila metri quadrati. Un’operazione significativa non solo per il recupero urbanistico, ma anche per l’impatto economico e infrastrutturale sull’intero territorio.
Oltre a restituire alla città uno spazio inutilizzato da anni, il progetto genererà un importante sistema di opere pubbliche diffuse, per un valore complessivo di 13 milioni di euro, all’interno di un investimento totale di circa 19 milioni comprensivi di oneri.
"Si tratta di un’area strategica per Magenta – ha dichiarato il Sindaco Del Gobbo – non solo per la riqualificazione della zona nord, ma per le ricadute concrete sull’intera città. Il percorso è iniziato fin dai primi giorni del mio terzo mandato, con l’avvio del confronto con la proprietà, ed è stato reso possibile grazie al nuovo Documento di Piano. Oggi arriviamo a un risultato concreto che segna un passaggio importante nella rigenerazione urbana".
L’area era già stata oggetto di un importante intervento di bonifica, per un investimento privato di circa 5 milioni di euro, che ha consentito di recuperare uno spazio da tempo considerato critico.
"Restituiamo alla città un luogo che era una ferita aperta – ha sottolineato l’Assessore Gelli – attraverso un progetto che genera benefici estesi e misurabili. Abbiamo lavorato per costruire un intervento equilibrato e condiviso, con ricadute concrete su più ambiti".
Il Piano prevede la cessione al Comune di circa 44 mila metri quadrati di aree, di cui 15 mila destinati alla nuova viabilità e 29 mila a servizi e attrezzature pubbliche.
Tra le opere in programma figurano il miglioramento della viabilità, con la riqualificazione e l’allargamento di Via Pacinotti e la riorganizzazione di Via Galilei con una nuova rotatoria, il potenziamento dei parcheggi a servizio della stazione ferroviaria e la riqualificazione di spazi centrali come Via Roma e Piazza Kennedy.
Particolare attenzione è riservata al sistema della sosta, con un significativo incremento dei posti disponibili, e alla riqualificazione dell’area della stazione ferroviaria, con investimenti superiori ai 2 milioni di euro per migliorarne accessibilità e funzionalità.
Tra gli interventi principali anche la realizzazione di un nuovo campus sportivo pubblico, per un valore superiore ai 6 milioni di euro, e il recupero di edifici esistenti destinati a funzioni di interesse collettivo.
"Abbiamo voluto che i benefici non rimanessero circoscritti al comparto – ha aggiunto Gelli – ma si estendessero all’intera città, incidendo su mobilità, spazi pubblici e qualità urbana".
Il Piano include inoltre misure compensative e interventi di area vasta, sviluppati in collaborazione con enti sovracomunali, con contributi destinati alla valorizzazione del Parco del Ticino, al miglioramento della mobilità ciclopedonale e a opere nei Comuni limitrofi.
"È il risultato di un lavoro istituzionale condiviso – ha continuato il Sindaco – che dimostra come la collaborazione tra enti possa tradursi in opportunità concrete per il territorio; per questo voglio ringraziare il Vicesindaco di Città Metropolitana Vassallo, i Comuni di Marcallo e Boffalora e il Parco del Ticino.
Dopo l’adozione, il Piano sarà depositato per la presentazione di eventuali osservazioni. La firma della convenzione urbanistica è prevista nei prossimi mesi, entro l'estate, con un cronoprogramma degli interventi distribuito su un arco temporale di circa cinque-sei anni.
"Non si tratta di un intervento isolato – ha concluso Del Gobbo – ma di un tassello di una visione più ampia di città, costruita passo dopo passo, con un impegno concreto per il futuro di Magenta".
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