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Unire cultura e salute per migliorare la qualità della vita delle persone. È questo l’obiettivo dell’accordo avviato da Regione Lombardia con l’ASST Valle Olona, che segna l’avvio di una sperimentazione innovativa di “welfare culturale”, capace di integrare arte, relazioni e percorsi di cura.
L’iniziativa, approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alla Cultura Francesca Caruso, punta a valorizzare il ruolo delle attività culturali come strumenti concreti di benessere psicofisico, affiancando e arricchendo i servizi sanitari e sociosanitari già esistenti.
“L’accordo ha carattere sperimentale – spiega l’assessore – e puntiamo a farlo diventare un progetto pilota, utile a valutare il contributo delle attività culturali al benessere delle persone”. Un approccio che guarda non solo alla cura, ma anche alla prevenzione, con l’obiettivo di contrastare fragilità sociali e povertà culturale.
Tre i progetti che prenderanno forma sul territorio, coinvolgendo scuole, residenze per anziani e realtà locali. Il primo, “Teatro delle Emozioni”, metterà al centro il linguaggio espressivo di teatro, musica e movimento, creando un ponte tra generazioni. Studenti e anziani lavoreranno insieme in laboratori guidati da professionisti, imparando a riconoscere ed esprimere emozioni attraverso strumenti creativi. Il percorso si concluderà con uno spettacolo finale aperto alla comunità.
Il secondo progetto, “Voci che si incontrano”, sarà invece dedicato alla lettura ad alta voce e al dialogo intergenerazionale. A ogni studente sarà affiancato un anziano, con cui condividere brani, poesie e racconti di vita, costruendo relazioni autentiche. Il progetto culminerà in una serata pubblica e in una mostra fotografica che racconterà l’esperienza vissuta.
A completare il programma sarà un convegno dedicato alla “prescrizione sociale”, uno strumento che permette agli operatori sanitari di indirizzare le persone verso attività culturali e sociali presenti sul territorio, riconosciute sempre più come leve di prevenzione e benessere.
“Questo approccio valorizza risorse già esistenti – sottolinea Caruso – e può contribuire anche alla sostenibilità del sistema, generando benefici nel lungo periodo”. Un modello che guarda al futuro, in cui la cultura diventa parte integrante dei percorsi di salute.
Per sostenere la sperimentazione, Regione Lombardia ha stanziato un contributo di oltre 29mila euro, investendo in un progetto che mette al centro la persona, le relazioni e la comunità. Un primo passo verso un’idea di benessere più ampia, dove arte e cultura diventano strumenti quotidiani di cura e crescita condivisa.
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