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giovedì 25 giugno 2026 | ore 09:09
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I ricordi che si mischiano con le emozioni. Perché tra loro c’era un legame forte, unico e speciale. Perché per lui era e sempre sarà un punto di riferimento e un esempio. E lui è Salvatore Insenga, cugino del giudice Rosario Livatino, ucciso dalla mafia nel 1990. La figura del giudice, allora, raccontata oggi dallo stesso cugino.

Un numero: il 15. Proprio come gli anni di Volandia, il Parco e Museo del Volo accanto all’aeroporto di Malpensa. Un traguardo importante, una storia fatta di persone, eventi e ricordi. E proprio i volontari ci raccontano questo percorso.

Il campo base in tensostruttura a Castano e da qui sono partiti i diversi gruppi e mezzi. Insieme per intervenire. È stata “Union 2025”, la tre giorni di prove di soccorso, organizzata dalla Protezione civile di Castano, in collaborazione con “Com 6”, che nel weekend appena passato ha visto impegnati su vari scenari di emergenza le Prociv e le realtà di soccorso e prevenzione.

Tutti insieme. Gli uni affianco agli altri per dire e ribadire quel “No” forte e chiaro alle mafie. A Vanzaghello la “Marcia della Legalità” con gli studenti dell’istituto comprensivo “Ada Negri” di Vanzaghello e Magnago, le istituzioni e le forze dell’ordine. Un momento dal profondo significato, grazie anche alla testimonianza del professor Salvatore Insenga, cugino del giudice Rosario Livatino, assassinato dalla mafia.

Quando si dice “indietro nel tempo”. E a tanti e tanti anni fa si è tornati eccome a Turbigo. Un pomeriggio nel Medioevo, infatti, con i ragazzi e gli insegnanti della Scuola Secondaria di Primo Grado.