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martedì 16 aprile 2024 | ore 03:33

Di padre in figlio... storia di una passione

Ci sono passioni che vengono tramandate di padre in figlio. Virginio Zarinelli, bernatese di nascita, ha trascorso una vita intera sulle acque: barcaiolo esperto continua ad insegnare al figlio Diego e a tutti i vogatori ad amare la vita sulle barche come ha sempre fatto lui. Un storia di passione e di famiglia.
Bernate Ticino_ Virginio Zarinelli

Ci sono passioni che vengono tramandate di padre in figlio. Virginio Zarinelli, bernatese di nascita, ha trascorso una vita intera sulle acque: barcaiolo esperto continua ad insegnare al figlio Diego e a tutti i vogatori ad amare la vita sulle barche come ha sempre fatto lui. Un storia di passione e di famiglia. “Sono salito la prima volta in barca sul Ticino a dieci anni, quando mio papà mi ha portato con lui per la raccolta dell’oro. All’epoca non sapevo nemmeno cos’era un remo, ma ho dovuto fin da subito imparare a governare la barca per aiutarlo. Trasportavamo venticinque a volte anche trenta quintali di materiali tra sassi, legname e sabbia tra cui la litta che veniva utilizzata per fare l’intonaco. Il remo utilizzato aveva il puntale di ferro per permettere di navigare il fiume anche con il fondale basso”. Tecnica, esperienza e amore incondizionato per il Ticino hanno reso Virginio uno dei maggiori conoscitori del fiume, un sapere che ancora oggi tramanda ai giovani vogatori con cura e pazienza. “Per prima cosa ho imparato a conoscere il movimento dell’acqua: per essere sicuro sul fiume devi guardare cento metri avanti, per osservare la direzione dell’acqua e la sua profondità”. Nel 1984 Virginio e gli altri barcaioli, quasi tutti di Bernate, parteciparono ad una manifestazione sulle acque del Naviglio a Castelletto di Cuggiono, in onore dei barcaioli che lavoravano nelle cave. L’anno successivo, entusiasti dell’evento, i bernatesi decisero di organizzare una discesa competitiva dal ponte di Castelletto a quello di Bernate in occasione della festa del paese a settembre. Da quell’anno la Regata è diventata perno della vita e della storia di Bernate, oggi portata avanti grazie ai Vogatori. “E’ fondamentale preservare questa tradizione che fa parte della mia famiglia e del mio paese – racconta poi il figlio Diego – Sono cresciuto osservando mio papà vivere il fiume, stagione dopo stagione. Oggi lo guardo mentre insegna a noi vogatori come governare la barca e poi vedo i giovani ammirare la sua tecnica, osservare con attenzione i suoi movimenti...e capisco che tra le mani abbiamo un tesoro prezioso che abbiamo il dovere di custodire e tramandare”.

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