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martedì 05 marzo 2024 | ore 05:11

"Perdere un figlio, la cosa più terribile"

Papà Giuseppe e il figlio Giacomo. La telefonata improvvisa, la corsa in ospedale e poi un grande, immenso dolore e attorno solo e soltanto il silenzio. “Perché perdere un figlio è la cosa più terribile che possa mai accadere”.
Castano - Giuseppe Cusimano con il figlio Giacomo

Papà Giuseppe e il figlio Giacomo. La telefonata improvvisa, la corsa in ospedale e poi un grande, immenso dolore e attorno solo e soltanto il silenzio. “Perché perdere un figlio è la cosa più terribile che possa mai accadere”. E Giuseppe Cusimano questo, purtroppo, lo sa bene. L’ha provato direttamente sulla sua pelle. Il suo Giacomo, infatti, se ne è andato nel 2011. Volato via per sempre, dopo un incidente stradale mentre in moto stava percorrendo la via Novara a Turbigo. “Niente e nessuno potrà mai cancellare quel giorno - racconta - Ero al lavoro, nel plesso scolastico di via Acerbi a Castano Primo dove facevo l’operatore scolastico, quando mia moglie è venuta ad avvisarmi. Subito, allora, siamo andati al nosocomio di Legnano, ma ovviamente mai avremmo immaginato che la situazione fosse così grave”. La notizia, alla fine, che arriva come un fulmine a ciel sereno. Orribile e atroce. “Da un momento all’altro, la vita ti cambia completamente - prosegue papà Giuseppe - Sei segnato nell’anima e nel cuore. Ti chiedi cosa farai da lì in avanti. Come affronterai il presente e il futuro. Diciamo che in questo senso, grazie ad alcuni amici, sono riuscito a trovare la strada giusta, avvicinandomi ad un gruppo di preghiera. La fede, insomma, mi ha aiutato molto, facendomi capire che Giacomo è vero che non c’è più e nessuno me lo riporterà, però allo stesso tempo il mio e il nostro compito oggi è quello di portare avanti la sua testimonianza. Lui è e sarà sempre con noi. In ogni istante, infatti, è con me, lo sento vicino, so che anche da lassù continua a starci accanto e a guidarci. E poi c’è sua figlia Aurora, a ricordarcelo quotidianamente e a tenere viva la sua presenza”.

LA TRAGEDIA E IL DOLORE DI PERDERE UN FIGLIO

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